Si tratta del progetto del fabbricato ad uso di “Cascina Vivanderia” ed abitazione dei fattori da erigersi alle Cascine dell’Isola, proposto da Niccolò Paoletti nell’agosto del 1785, che non viene però approvato.
L’architetto propone la realizzazione di tre edifici separati “per ottenere certi comodi e per evitare un maggior male nel caso d’una disgrazia d’incendio”. Quello indicato con la lettera A, costituito dall’abitazione del cascinaio, avrà al piano terreno un ampio portico (1), una sala con camino (2), un forno con portichetto (3), una dispensa (4), una stanza di comodo con sotto una cantina (5), un andito (7), una stanza per gli attrezzi ed il lavatoio dei vasi (8), il casello “circondato da tavole di marmo, e cammino per la Caldaja restando tutto aperto fino alla tettoia e chiuso solamente per la parte del Lavante Estivo” (9), una seconda cantina sotto la scalinata che conduce ai piani superiori (6) e la “caciaia” (10). L’edificio indicato con la lettera B, e cioè lo stallone, avrà invece un ampio portico (1) con gli ingressi alle due stanze laterali (3) e una grande stalla “capace di 40 mucche” con i sopra i fienili. Dietro saranno realizzate le concimaie (6). Infine l’edificio indicato con la lettera C, costituito dalla Vivandiera e le abitazioni dei fattori, avrà al piano terreno un portico (1), un ingresso (2), una cucina (3), una dispensa (4), una legnaia (6), una stanza utilizzabile come stalla per il cavallo del fattore (7), un salotto con caminetto (8), un secondo salotto (9), uno scrittoio con scaletta “segreta” che conduce al piano superiore (10) ed una cappella con la sagrestia che rimane dietro l’altare (12). I tre edifici saranno circondati da zone verdi: con la lettera B sono indicati i “bersò” che rimarranno coperti dagli alberi che li circondano “ciascheduno con tavola in mezzo e viali di comunicazione”. Cfr. ASFI, Piante dello Scrittoio delle Regie Possessioni, Tomo 37, cc. 55-56 e Scrittoio delle Regie Possessioni 1441, neg. 131.