Nella tavola sono raffigurati due appezzamenti di terreno montuoso di pertinenza della fattoria di Casabianca – uno posto in località “Caldaccoli e Monte Agresto” (Popolo di Corliano) e l’altro in località “Castellare” (Popolo di Asciano) – che sono stati concessi a livello rispettivamente ai fratelli Landucci e a Ranieri Turbati. In seguito al sopralluogo fatto dall’ing. Giovanni Caluri, viene rilevato uno sconfinamento da parte di entrambi i livellari nei terreni di confine. Per quanto riguarda i fratelli Landucci, avendo essi lavorato i terreni e piantate diverse piante di olivo, chiedono di poter continuare a tenere le terre occupate impropriamente procedendo con una permuta ed una nuova confinazione del livello, mantenendo comunque l’estensione prevista dal contratto stipulato nel 1754. Per la stessa ragione il Turbati chiede di poter incorporare al suo livello la superficie da lui occupata ed anche quella adiacente (in precedenza ritenuta appartenente ai beni della Badia di S. Zeno). La tavola era originariamente allegata alla lettera scritta il 31 maggio 1780 da Giovanni Caluri al soprintendente generale delle Regie Possessioni Giovanni Federighi. Sull’affare cfr. ASFI, Scrittoio delle Regie Possessioni 1391, neg. 115.