La pianta raffigura un appezzamento di terreno prativo, in parte paludoso, posto sopra il Chiaro di Montepulciano fra il passo alla Querce e la casa del podere della Vallicella, che in seguito alla nuova confinazione con lo Stato Pontificio fatta nel 1777 viene acquisito dal granducato. Dopo aver verificato che di tale pascolo ne fanno profitto solamente i coloni romani, Giovan Battista Lascialfare suggerisce, per interesse dello Scrittoio, di incorporare il terreno alla fattoria di Acquaviva. Cfr. ASFI, Scrittoio delle Regie Possessioni 1390, neg. 74.