Questo semplice disegno raffigura una parte dei beni dello Spedale di San Paolo (e quindi dello Spedale di Santa Maria del Bigallo) che risultano posseduti dallo spedalingo Dante Antonio Venturini, con l’obbligo di “mantenere abitabile in buona forma” l’ospedale e di ricevere con carità i poveri. Si tratta di estensioni di terreno di diversa qualità: la prima e la seconda sono “terra selvata” e la terza è “terra lavorativa e vitata in parte, e parte boscata con cerracchiuoli”. Il disegno riporta, per ciascuna di esse, la denominazione (“Affrico”, “al Casino”, “S. Paolo a Pettinella”) e i dati relativi ai confini, come le proprietà (Paolini, Fanti, Buonfanti, Torrigiani, Vitoni, Venturini, Rospigliosi), le strade (via Maestra del Poggio di Albiano, via di mezzo) e i corsi d’acqua (forra di Croci).