Sono raffigurati due appezzamenti di terreno lavorativo (fra loro confinati e separati da un fosso di scolo), posti a Montecchio al “Pozzo di S. Giliberto”. Fanno parte dei beni dell’ospedale di San Cristofano e risultano di fatto tenuti a livello da Giuseppe Fierli con altri tre appezzamenti su concessione del Magistrato del Bigallo per un canone annuo di scudi 3 e lire 6. Il primo presenta una superficie di tavole 95 e confina con i beni degli eredi Cattani, con la strada Maestra, la via vicinale e il un fosso di scolo “Regliolo”. Il secondo, invece, presenta una superficie di tavole 29 e confina con il “Regliolo”, con la via vicinale, con i beni dei sig.ri Passerini e dei sig.ri Cattani. L’agrimensore Giovan Battista Dionigi ne stima il valore in “scudi 30 in circa lo staioro” per entrambi. Nella descrizione che troviamo nell’ultima pagina del fascicolo precisa, inoltre, che gli appezzamenti, perlopiù sterili e non in grado di garantire una buona produzione di frumento, potrebbero avere un valore maggiore se fossero piantati “di viti, e stucchi, e di altri alberi”.