Figlio di Giovanni, anche lui ingegnere, nacque a Pisa il 29 dicembre 1791. Al 1827 risultava avere moglie e tre figli (ASF, Soprintendenza alla Conservazione del Catasto poi Direzione Generale delle Acque e Strade, f. 1342).
Entrò nella Magistratura pisana dei Fiumi e Fossi di Pisa intorno al 1810 subentrando al padre (con il quale fece il suo apprendistato) prima come “aiuto”, poi come Ingegnere della Deputazione Generale amministrativa dei Fiumi e Fossi della Provincia Pisana; tale impiego, che gli fu conferito il 1° gennaio 1821 con Deliberazione della Deputazione stessa del dì 15 dicembre 1820 a forma del Disposto nel Biglietto dell’I. e R. Segreteria di Firenze del di 18 febbraio dello stesso anno 1820, fu mantenuto fino al 3 dicembre 1825 (ASF, Soprintendenza alla Conservazione del Catasto poi Direzione Generale delle Acque e Strade, f. 1342, fasc. 2).
Entrò poi in servizio nella Camera di Soprintendenza Comunitativa dal 13 dicembre 1825 come Ingegnere del Circondario di Pisa.
Nel 1819 si occupò dei lavori di restauro della Chiesa di S. Stefano a Pisa.
Nel 1826 sostituì Alessandro Gherardesca nei lavori di sistemazione del Palazzo Pretorio.
Dal 1826 al 1828 operò a Pisa, sempre per conto della Soprintendenza alla Conservazione del Catasto e al Corpo degli Ingegneri di Acque e Strade.
Dal 1829 al 1832 divenne Ingegnere di 1° classe addetto alla Deputazione generale dei Fiumi e Fossi della Pianura Pisana; nel 1833-34 fu promosso Ispettore per la Camera di Pisa e vi rimase fino al 1836-37, allorché passò al compartimento di Arezzo, sempre nel ruolo di Ingegnere Ispettore.
Dal 3 luglio 1837 venne nuovamente chiamato nel compartimento di Pisa, per operare come Ispettore specialmente addetto alla vigilanza del fiume Serchio e del Fosso Macinante da Ripafratta a Pisa e alla Deputazione generale dei Fiumi e Fossi della Provincia Pisana, finché con mp del 26 settembre 1840 venne dispensato dal servizio d’Ispettore d’Acque e Strade e da ogni altro ruolo, con una pensione annua di L. 3010.
Tra il 1823 e il 1840seguì numerosissimi progetti per conto dell’ufficio dei Fiumi e Fossi e poi della Camera di Soprintendenza Comunitativa di Pisa sia in campo urbanistico-architettonico, sia nel settore della viabilità e del controllo e manutenzione dei corsi d’acqua e delle aree umide, realizzando una serie nutrita di disegni (tutta la documentazione è in ASP, Camera di Soprintendenza Comunitativa, ff. 139, 158, 164, 234, 264, 324-325, 387, 389, 400-401, 433, 464, 467, 469, 506, 513, 519, 561, 566, 573-574, 579, 617, 619, 626, 670, 728, 786, 822, 828, 876 e 909).
Nel 1823 (2 febbraio e 2 giugno) eseguì i profili di livellazione del Rio di Pozzale e di altri corsi d’acqua della Pianura Pisana; sempre nel 1823 si occupò delle Terme di Casciana (si veda la Pianta delle Terme del Bagno a Acqua…), con il progetto di alcuni lavori da eseguire; ancora nel 1823, e poi nel 1826-27 e anche nel 1834-36 e nel 1839, eseguì le planimetrie di alcuni terreni comunitativi del comprensorio pisano che dovevano essere venduti, acquistati o concessi a livello (nelle comunità di Vicopisano, di Bagni di S. Giuliano, di Pisa, di Cascina, di Collesalvetti). Intervenne nella progettazione di nuove soluzioni urbanistiche, con rappresentazioni planimetriche, di alcune porzioni della città di Pisa (la parte “di Tramontana” nel 1825, il Terziere di S. Francesco nel 1835 e parte delle mura urbane e degli arsenali nel 1836), di Bagni di S. Giuliano (nel 1827), di Livorno (nel 1832, il nuovo sobborgo del Casone). Si occupò anche di rilievi e progetti relativi alla problematica situazione idrografica della Pianura Pisana, rappresentando, in particolare: il Fosso di Caldaccoli (nel 1828), il Botro di Pancola (nel 1831), le aree palustri (con la Pianta del Padule di Vecchiano… del 1830), il fiume Arno (nel 1833 e nel 1836-39, con diverse piante del corso e profili), il Fosso Navigante da Pisa a Livorno (con il progetto d’escavazione dell’ultimo tratto nel 1836), il Fosso del Cinquale nella Comunità di Pietrasanta (con opere di contenimento delle ripe presso alla foce nel 1835), il Fiume Serchio (nel 1838 e 1839), il Fosso del Marmigliaio (con piante e profili nel 1839-40). I progetti in campo stradale riguardarono la Strada Regia Lucchese (con diversi profili di livellazione del 1833 e del 1836), la Strada Regia Fiorentina (con alcuni disegni di tratti viari e di ponti nel 1833-36), la Strada Regia Sarzanese (con i profili del 1833), il Ponte sul Fiume Serra (nel 1833), la Strada Regia Vicarese (nel 1835). Nel 1840 realizzò alcuni disegni dei Mulini Regi di Ripafratta sul fiume Serchio.
Contemporaneamente fu anche ingegnere (sicuramente a tempo parziale) dell’Ordine di Santo Stefano, pare a partire dal 1826 e per vari decenni, pur continuando a lavorare per l’amministrazione statale.
Per i Cavalieri, egli si occupò dei restauri ai principali edifici dell’omonima piazza pisana nel 1826, mentre nel 1826 progettò – con Stefano e Ferdinando Piazzini – la ristrutturazione del campanile della pisana chiesa conventuale di Santo Stefano e nel 1831 progettò il nuovo campanile per la chiesa di Castelmaggiore di Calci.
Produzione cartografica
Pianta di un complesso edilizio posto in Pisa, facente parte dei beni della Commenda di Padronato Franceschi dell’Ordine dei Cavalieri di S. Stefano, Pisa, 26 novembre 1821 (ASP, Archivio dell’Ordine di S. Stefano, n. 1600, ins. 9);
Pianta di terreni (tre poderi) posti nella campagna livornese, facenti parte dei beni del Baliato di Lunigiana Tidi dell’Ordine dei Cavalieri di S. Stefano, Pisa, 3 agosto 1830 (ASP, Archivio dell’Ordine di S. Stefano, n. 1600, ins. 6);
Disegno prospettico del nuovo campanile a torre della Chiesa di Castelmaggiore di Calci presso Pisa, chiesa filiale dell’Ordine di S. Stefano, progetto approvato (l’edificio religioso era stato ingrandito negli anni precedenti sempre su progetto del Caluri), 1831 (ASP, Piante dell’Ordine di S. Stefano, n. 67);
Piante (3 disegni) di terreni (2 poderi ed altre terre spezzate) posti nella campagna livornese, facenti parte dei beni della Commenda di Padronato del Priorato di Livorno Carega dell’Ordine dei Cavalieri di S. Stefano, 1839-40 (ASP, Archivio dell’Ordine di S. Stefano, n. 1614, ins. 2);
Profili di livellazione del Rio di Pozzale e di altri corsi d’acqua della Pianura Pisana, 1823; Pianta delle Terme del Bagno a Acqua…, con il progetto di alcuni lavori da eseguire, 1823; Planimetrie di alcuni terreni comunitativi del comprensorio pisano che dovevano essere venduti, acquistati o concessi a livello (nelle comunità di Vicopisano, di Bagni di S. Giuliano, di Pisa, di Cascina, di Collesalvetti), 1823-39; Planimetrie di alcune porzioni della città di Pisa (la parte “di Tramontana” nel 1825, il Terziere di S. Francesco nel 1835 e parte delle mura urbane e degli arsenali nel 1836), di Bagni di S. Giuliano (nel 1827), di Livorno (nel 1832, il nuovo sobborgo del Casone); Pianta del Fosso di Caldaccoli, 1828, e del Botro di Pancola, 1831, Pianta del Padule di Vecchiano…, 1830), Piante e profili del fiume Arno, 1833 e 1836-39, Pianta del Fosso Navigante da Pisa a Livorno (con il progetto d’escavazione dell’ultimo tratto), 1836, Pianta del Fosso del Cinquale nella Comunità di Pietrasanta, 1835, Pianta del Fiume Serchio, 1838-39, Piante e profili del Fosso del Marmigliaio, 1839-40; Profili di livellazione della Strada Regia Lucchese, 1833-36, Disegni di tratti e ponti della Strada Regia Fiorentina, 1833-36, Profili della Strada Regia Sarzanese, 1833, Pianta del Ponte sul Fiume Serra, 1833, Pianta della Strada Regia Vicarese, 1835; Disegni dei Mulini Regi di Ripafratta sul fiume Serchio, 1840 (ASP, Camera di Soprintendenza Comunitativa, ff. 139, 158, 164, 234, 264, 324-325, 387, 389, 400-401, 433, 464, 467, 469, 506, 513, 519, 561, 566, 573-574, 579, 617, 619, 626, 670, 728, 786, 822, 828, 876 e 909).
Riferimenti bibliografici e archivistici
Cresti e Zangheri, 1978, pp. 43-44; Rombai, 1987, p. 373; Barsanti, Previti e Sbrilli, 1989, p. 140; Barsanti, 1991, pp. 246-247, 255 e 267; Rombai, 1993, p. 44; Melis, 1996, p. 248; Giglia, 1997, pp. 89, 100-101 e 109; Caciagli e Castiglia, 2001, pp. 124, 363-364, 377, 379, 414, 424, 447, 450, 471, 473, 476, 478, 492, 497, 499, 502-505, 509, 515, 521-527, 530-537, 548, 554, 580, 589, 600, 603-604, 625 e 630; ASF, Soprintendenza alla Conservazione del Catasto poi Direzione Generale delle Acque e Strade; ASP, Camera di Soprintendenza Comunitativa; ASP, Archivio dell’Ordine di S. Stefano; ASP, Piante dell’Ordine di S. Stefano.
Anna Guarducci