Fabio è il più giovane degli Andreini ma non si sa quale sia la parentela con Giovanni e Giuseppe (del quale anagraficamente potrebbe essere figlio).
Sappiamo che svolgeva la professione di ingegnere a Firenze, con studio in Via Taddea.
Nel 1837 risulta “Aspirante presso il Consiglio degli Ingegneri” della Direzione del Corpo degli Ingegneri di Acque e Strade e delle Fabbriche Civili dello Stato.
Nel 1856 ricopriva il ruolo di “Segretario Generale” nel Consiglio d’Arte della Direzione Generale dei Lavori di Acque e Strade e delle Fabbriche Civili dello Stato.
Si occupò anche di questioni ferroviarie e, fra il 1836 e il 1838, pubblicò alcuni scritti in materia sul “Giornale Agrario Toscano”.
L’unica cartografia che conosciamo di Fabio è un disegno prospettico (con allegato rapporto scritto), eseguito all’inizio della sua carriera a Pisa, insieme a Giuseppe Perelli,e datato 11 dicembre 1838, dal titolo Lavori al Fiume Arno e Serchio: loro importare e progetto di reparto (in ASP, Piante dell’Ufficio Fiumi e Fossi, n. 225).
Produzione cartografica
Lavori al Fiume Arno e Serchio: loro importare e progetto di reparto, 1838 (ASP, Piante dell’Ufficio Fiumi e Fossi, n. 225).
Produzione scientifica
Delle strade di ferro, “Giornale Agrario Toscano”, X-XI, (1836), pp. 38-39;
Riflessioni sopra la scelta di una linea per la strada di ferro da costruirsi da Firenze a Livorno, “Giornale Agrario Toscano”, XII, (1838), p. 449.
Riferimenti bibliografici e archivistici
Cresti e Zangheri, 1978, p. 6; Barsanti, 1987, p. 134; ASP, Piante dell’Ufficio Fiumi e Fossi.
Anna Guarducci