La piccola corografia del Granducato risulta abbastanza precisa nella sua configurazione d’insieme, derivando per riduzione dalle celebri carte a stampa francesi della seconda parte del secolo. Più che ai contenuti topografici (insediamenti, strade, corsi d’acqua, orografia e confini), l’autore, noto geografo erudito e cartografo umbro trapiantato a Firenze, presta la sua attenzione alle “produzioni naturali” toscane (numerose cave e miniere o acque termali elencate in una tabella a sinistra) e ai tanti nomi regionali.