Si tratta del terzo disegno (segnato infatti n° III) dell’ingegner Capretti riguardante i ponti della Strada Regia Grossetana nel territorio di pertinenza della Provincia Superiore Senese (si vedano a tale proposito le mappe ASS, Quattro Conservatori 2088, ins. 01, nn. 71, 72). Questo concerne il Ponte sopra il fiume Merse a Macereto che secondo l’Ingegner Ferroni, soprintendente ai lavori, necessitava più attenzione degli altri, non solo perché “lunghissimo, mal spartito e rovinato”, ma per la spesa assai onerosa che sarebbe servita per garantire la stabilità del lavoro. Le volte avrebbero dovuto poggiarsi sopra le “pile di muro attuali”. Cosa più importante accertarsi che la struttura interna fosse stata costruita “a cassetta e ripiena di terra”, non dimenticando che la causa principale della rovina delle volte erano stati i “gorghi” o fondi morti, ai piedi delle pile, provocati dalle escrescenze del fiume. Per eliminare questo pericolo si doveva inserire una “platea andante” che permettesse alla base delle volte di rimanere ben salde con possibilità di collegare le pile. Tutte le parti in legno andavano sostituite non solo per la scarsa qualità ma soprattutto per il sistema con cui era stato strutturato il “tavolato” (travatura); ciò era dovuto, secondo l’ingegnere alla “poca capacità di chi dirige siffatte opere pubbliche [nei confronti del quale] anderà sempre incontro lo stato sino a che la R. A V. per il bene delle sue provincie e de’ sudditi suoi non si accerti della dottrina e pratica di colore che abbiano da professare l’architettura e l’idraulica”. Infine, il Ferroni esaltava l’importanza strategica di questo ponte che conduceva alla Maremma, soffermandosi proprio su questa provincia 2che veniva sempre a essere offuscata dai pericoli e dai mali della natura anziché alleggeriti dalla mano del Governo”. Cfr. ASS, Quattro Conservatori 2088, ins. I: [Relazione sopra i ponti della Strada Regia Grossetana], Pietro Ferroni, 1785, Settembre 13.