Questi semplici schizzi raffigurano, rispettivamente, un podere ed un appezzamento di terreno concesso a livello ad Arcangiolo Bocci dal Magistrato del Bigallo a Montefioralle. Il podere, come si apprende dalla descrizione, si estende su una superficie di staiola 54 a seme fuori dalle mura castellane, a confine con i beni dell’ospedale di Santo Stefano, di Domenico Venuti e con il “fiume del Fossatello”. Il pezzo di terra “vitata e ulivata e parte inculta” presenta, invece, una superficie di staiola 30 e si trova fra la “strada fiorentina”, la “strada che va a Greve” e il “borro della Concia”, a confine con i beni della Compagnia di Santo Stefano e i beni Cavalli e Mochi. Questi disegni, come risulta evidente, sono inseriti all’interno della relazione scritta dal Bocci stesso sui beni da lui tenuti a livello. Vedi anche cc. 418r-418v, tomo 4.