La mappa è la descrizione dei beni compresi tra la fossa Nuova Grande e la fossa del Leccio. I beni sono suddivisi in poderi e ne sono indicate le misure; tutto intorno, ripetuta più volte, la scritta: Beni dei Poggi. A destra, lungo la fossa Nuova, si trova scritto: di più particulari cioè la tavola segnata n° 6, in basso una scritta indica: [beni di più partic]ulari cioè la tavola segnata n° quattro, in alto una scritta indica:tavola segnata n° 3. I punti cardinali, a lettere grandi in stampatello, sono posti ai margini della carta. La raffigurazione è sobria e semplice. La presenza del nome Poggi rimanda a quanto detto a proposito della scheda n.13, alla quale possiamo aggiungere alcune precisazioni: agli inizi del 1500 la famiglia Poggi o di Poggio era la più numerosa di tutte le famiglie nobili lucchesi, aveva popolato e dato il nome ad un intero quartiere di Lucca: il Poggio. Basava il suo potere sulle proprietà fondiarie, il nucleo più consistente delle quali si trovava a Porcari; tali beni erano appartenuti in passato alla cospicua famiglia di feudatari de Porcaresi. Il potere della famiglia è tanto grande da permetterle di impegnarsi in una lotta che la vede opporsi a tutte le altre famiglie lucchesi, la cosiddetta Rivolta dei Poggi. Ne esce sconfitta e scompare per circa un secolo dalla vita pubblica, ma continua a conservare consistenti proprietà: la presente mappa ne è una evidente testimonianza.
La fortuna della famiglia conoscerà però alterne vicende: proprio i beni del fidecommisso di Giovanna dei Porcaresi (beni che non potevano essere alienati e dovevano essere trasmessi per linea maschile) vengono venduti all’asta nel 1648 ai frati di Santa Maria Corte Orlandini ed inutilmente i discendenti dei Poggi li reclamano per mezzo di una lite giudiziaria.