Carta moderna e piuttosto precisa e particolareggiata rispetto ad altri prodotti della metà del XVIII secolo (come quelli di Degreyss o Bandini, autore dell’Odeporicon del Casentino o come quella attribuibile ai Giachi al n. 229 dello stesso fondo), con orografia a tratteggio e sfumo, ricca rete idrografica, stradale e insediativa con relativa toponomastica; segnalati mulini, gualchiere, ferriere e fornaci, i porti sull’Arno di Pratovecchio e Poppi e molti poderi.