Sono disegnati soprattutto i terreni (prati, acquisti e risaie) rimasti ormai impaludati fra l’Arno (a sinistra) compreso fra San Giovanni alla Vena e Calcinaia, e il padule di Bientina (a destra), nella sua vegetazione appena accennata a cavallo fra le due Serezze. Tutto il quadro è molto ricco di toponomastica e di spiegazioni, fra le quali il riconoscimento da parte dei periti lucchesi che tutto il piano fra l’Arno, il lago e la Serezza Nuova “è in buona parte soggetta a inondazioni”. I terreni soggetti all’inondazione misurano oltre 7000 stiora (di 1728 braccia fiorentine). Probabilmente la pianta fu fatta per una delle solite liti con Lucca a causa di un peggioramento delle condizioni idrauliche della zona provocato dalle colmate lucchesi. Da notare, a margine, la spiegazione delle misure adoperate e i loro sottomultipli, col chiaro intento di evitare confusioni fra i periti dei due Stati.