Al fine di procedere all’alienazione dei beni attenenti alla Comunità di Castiglione della Pescaia è necessario definire con precisione i confini fra il Granducato di Toscana e il Principato di Piombino.Per questo motivo la delegazione granducale, composta dal commissario Alessandro Chigi, l’ingegnere Alessandro Nini e il notaio Girolamo Pistolesi, e quella di parte piombinese, composta dal commissario Giuseppe Valenti, l’ingegnere Giacomo Benassi e il notaio Giuseppe Bigeschi, riunitesi “nella terra di Castiglione” il 7 e l’8 aprile del 1783 arrivano a definire i confini giurisdizionali, dando ai due ingegneri l’incarico di compilare i relativi cartoni. Questi vengono successivamente copiati dal Nini per essere consegnati agli uffici di competenza.La pianta, copiata il 2 giugno 1783, indica “la confinazione del Territorio di Castiglioni col Territorio di Buriano, cominciando dal Termine Giurisdizionale del Dosso d’Arcione fino allo sbocco del Torrente Ampio nel Lago, o Padule di Castiglioni”. Si tratta di una rappresentazione accurata nella quale si riportano la strada da Tirli al Poggio, la strada da Colonna (Vetulonia) a Castiglione, la strada dell’Abbadiola, i corsi d’acqua (torrente Ampio, torrente Cortigliano, fosso delle Bondele, fosso di Vasicaiola, fosso Riosecco, fossa Camporile), i vari rilievi presenti nella zona (poggetti del Vallin di Zago, poggio al Mortaio, poggio al Signore, poggio sopra il Mulino, poggio Vallin del Giuncone, poggio di val Ficaiola, poggio al Santino) e la campagna delle Bondele e Bondeline con l’indicazione dell’uso del suolo. Il confine viene segnato con una linea celeste e lettere rosse maiuscole.La pianta è segnata come “N°II”.Si vedano anche le cc. 688, 690, filza 17 la c. 173, filza 19.