Si tratta di una copia a stampa, proveniente dal laboratorio del P. Coronelli cosmografo veneto, della tavola realizzata dagli ingegneri Cerruti e Barattiere nel 1673, che raffigura il territorio di Pontremoli con le valli di Magra, di Guinadi, di Rosano e di Zeri, ed il territorio di Borgo Val di Taro, con l’indicazione dei confini. La linea divisoria riconosciuta dai borgheggiani inizia dalla croce di ferro (A) e prosegue, separando inizialmente la val di Guinadi dalla val d’Ena, secondo i termini B-C-D-E-F-G-H-K-L ed oltre, seguendo l’andamento dei monti Toccherio, Curchegna (Cuccherna), Poggione, Pelada di Zeri e Orsale, giunge fino al Monte Gotro (Gottero). Secondo i pontremolesi (facendo riferimento al privilegio di Federico II di Svevia) questa linea dal punto L prosegue verso il fiume Tarodine e la valle di Capramorta e da qui seguendo “la parte che pende verso la val di Taro de tutti sopradetti Monti” giunge fino al Monte Gotro. Il territorio colorato di giallo, perlopiù boschivo, è dunque l’oggetto della controversia fra le parti. Da notare la precisa indicazione degli insediamenti: Pontremoli e Borgo Val di Taro rappresentati in planimetria, per indicarne la superiorità dal punto di vista amministrativo, e gli altri (come Monte Arzelato, Torano, Cavezzano, Dazano, Vignola, Cervara, Guinadi, Braia, Brati, Navola, Veserada, Compiano, Santa Maria etc…), in prospettiva. In basso è riportata la dichiarazione datata 4 agosto 1687, con la quale il Cerruti attesta di avere fatto la pianta in accordo con l’ing. Barattiere nel 1673 e che lo stesso Barattiere ne abbia consegnato una copia al duca di Parma.