Questa pianta, realizzata da Giovannozzo Giovannozzi e da Pasquino Boncinelli nel 1718 su ordine del Magistrato dei Nove Conservatori come copia conforme di una pianta antica “tirata in carta sopra la tela, ma tutta mal trattata dal tempo, e dalle tignuole, che si conserva nell’archivio ferrato di detto Magistrato”, raffigura la valle della Chiana da Orvieto al Ponte a Buriano mettendo in evidenza il complesso sistema idrografico con la Chiana,i Chiari di Chiusi e Montepulciano, e gli altri i corsi d’acqua (rio dell’Olimo, rio della Pieve a Quarto, rio di Pulicciano, rio di Tegoleto, rio di Fontiano, i rii di Montecchio, di Oreto e di Cellere, l’Esse e il Mucchia, il Foenna, il Salcheto e il Salarco che sfociano nel chiaro di Montepulciano, il Tresa, e l’Astrone) ed i chiari. Si riportano inoltre con estrema precisione gli abitati dislocati nelle zone collinari – da una parte Carnaiolo, Monte Gabbione, S. Maria, Monte Lione (Monteleone), Città della Pieve, Valiano, Cortona, Montecchio, Castiglione, Puliciana (Pulicciano), Arezzo e Quarata; dall’altra Orvieto, Figulle (Ficulle), Falice (Salci), Filine, Camposelvole (Camporsevoli), Cetona, Sarteano, Chiusi, Chianciano, Montepulciano, Monte Follonico, Torrita, Lucignano, Foiano, Bettolle, Cesa, Montagnano, Montagnano, Pieve al Toppo, Bastardo e Camoiano (Pieve a Maiano?) – e gli insediamenti sparsi, come i mulini, le osterie e le case coloniche. In basso è riportata la “livellazione” della Chiana dal ponte a Buterone fino ai Ponti d’Arezzo con accanto le annotazioni scritte dai tecnici al servizio dello Stato Pontificio e del Granducato (Carlo Moderni, Paolo Maggi e Girolamo Rainaldi per il Papa e Cosimo Pugliani, Andrea Sandrini e Gherardo Mechini per il Granduca) che nel 1605 realizzarono la carta originale. In esse si segnala che “dal pelo dell’acqua alla torre di Beccati Questo fino alla soglia del Ponte Buterone vi è di caduta palmi 19 ½ romani che fanno braccia 7 7/20 alla fiorentina, e tutta la suddetta calata [è] in lunghezza di catene romane n. 515 1/5 che fanno braccia 8163 1/5” e che dal lago di Montepulciano fino al ponte di Valiano è stata individuata una “caduta di palmi 4 ¾ romani che fanno braccia 1 4/5 alla fiorentina e detta caduta è in lunghezza di catene 715 che fanno braccia 9233 ¾”. Inoltre, dal Ponte di Valiano fino allo stradone vicino alla Villa del Pozzo “vi è una caduta di palmi n. 3. 57 che fanno braccia 1.7.4 alla fiorentina e […] detta caduta è in lunghezza di catene 1050 che fanno braccia 23362 ½ fiorentine”, dalla Villa del Pozzo fino al Porto a Cesa “vi è una caduta di palmi n. 4 romani che sono braccia 1 ½ alla fiorentina e tutta la suddetta caduta è in lunghezza di catene 410 [che] sono braccia 9122 alla fiorentina”; dal Porto di Cesa fino al Porto a Pulicciano “vi è una caduta di palmi n. 6 ½ che fanno braccia 2. 11. 7 alla fiorentina, tutta la suddetta caduta è in lunghezza di catene 440 [che] sono braccia 9790 alla fiorentina”; dal Porto di Pulicciano fino ai Ponti Murati di Arezzo “vi è un caduta di palmi 5 1/3 che sono braccia 2 è di più tutta l’altezza dell’acqua fino alla palata del ponte [è] palmi 3 ¾ che sono braccia 1 2/5 […]. La suddetta caduta [è] in lunghezza di catene 340 [che] sono braccia 7565”. La c. 7b è una copia cartacea della pianta sempre realizzata nel 1718. Entrambi i documenti sono conservati all’interno del cannone 1 insieme alla c. 7c.