Carta analoga a molte altre note del corso dell’Arno dalla capitale alla foce, con disegno maggiormente curato rispetto alla n. 232 dello stesso fondo. L’impostazione potrebbe essere quella tipica dei Giachi, eseguita probabilmente sulla base di una rappresentazione di Ferdinando Morozzi, cui si deve senz’altro il disegno originale. Si distinguono le aree pianeggianti (con coltivi alberati) dalla collina (resa con sfumo in grigio ma senza uso del suolo).