La pianta raffigura il terreno seminativo gelsato con una “diacciaia” di pertinenza della fattoria del Bastardo, situato lungo le mura della città di Arezzo a confine con i beni del dott. Francesco Vivarelli e la strada suburbana detta appunto “di lungo le Mura”. La pianta risulta approvata dal dott. Francesco Vivarelli il 25 luglio 1789.