La pianta raffigura il corso del fiume Serchio che separa il territorio di Barga dal territorio lucchese (e in parte da quello modenese), nel tratto compreso fra il rio di Trepignano e la confluenza del fiume Ania. La rappresentazione piuttosto accurata mette in evidenza l’uso e la sistemazione del suolo (terreni in parte lavorativi ed in parte prativi e macchiosi) nei piani di Ribbiano, Mologno, Isola, Catarozzo, Fornaci e Pedona, i lavori (steccaie, etc…) realizzati lungo il fiume, gli “attentati” fatti al ramo maggiore, i corsi d’acqua affluenti (torrente Corsonna, rio di Nebbiana, rio di Vicinale, torrente Loppora) e la dislocazione degli insediamenti (come l’arsenale de’ Remi di S.A.R., le numerose case sparse in parte segnalate con i nomi dei proprietari, i mulini). Sono indicati anche la chiesa di S. Lucia e gli abitati di Barca e Bolognana. Quest’ultimo si trova in quella parte di territorio per il quale lo stato di Lucca “paga ogni anno a Barga per il lodo di Pio V del 1570”. L’annotazione riportata nel cartiglio in basso a destra spiega che la pianta è stata disegnata in buona parte “a occhio” senza aver potuto osservare “le proporzioni” dei luoghi, data la “strettezza del tempo” e “la segretezza” con cui è stata realizzata. Il documento è conservato all’interno del cannone 12.