La pianta, suddivisa in “Disegno” (in alto) e in “Livello” (in basso), concerne la strada comunale che da “Fonteblanda” (Fontebranda – Siena), passando dal “Ponte a Rosaio”, portava in “Pescaja” (Pescaia – Siena), in corrispondenza del fosso la cui acqua veniva “presa con steccaie da due mulini de Reverendi Padri di San Domenico di questa Città”. L’acqua grazie alle steccate (C – I nel disegno e D – O nel livello) “senza fare mai alcun danno alla Strada” si indirizzava per mezzo di alcuni “gorelli” (C – S e I – R) ai mulini. Successivamente il mugnaio Giuseppe Cortecci, al servizio dei Padri di San Domenico, aveva spostato le steccate creando alcune “corrosioni” lungo la citata strada che ne pregiudicava il transito. Di conseguenza l’ingegner Montucci nella sua relazione affermava che “per inveterato Costume di tutti i mugnai, si fanno, e si mantengono fatte, contro le buona regole dell’Arte, obliquamente le dette steccate, voltando il filone per risparmio di fatica dentro l’Incile dei Gorelli, per avere l’acqua chiara, e la Torba di tutti i tempi n’è seguito, che anche a questi di detti Domenicani gli si sono ripieni considerabilmente di Ghiara, e rena, e perché per rivolatre ogn’anno un tale Interrimento, sarebbe loro costato, o troppa fatica, o troppa spesa, sequendo lo Stil comune degl’altri, han tralasciato detta Opera necessaria, e han riparato al suo male, col prendere l’acqua, rialzando fuor di misura le loro steccaie”. Sulla stessa questione si veda ASS, Quattro Conservatori 2008, ins. 43, s.n. B. Cfr. ASS, Quattro Conservatori 2008, ins. 43 <