Nel foglio vengono riportati, con schematici disegni realizzati a china, l’elevazione e la pianta del ponte sul torrente Chiarone con l’indicazione della nuova serra da costruire.In seguito alla piena del 14 ottobre 1848, sulla fiancata destra del ponte sul Chiarone situato al confine fra Granducato e Stato Pontificio, vengono rilevate delle lesioni. La causa del cedimento viene attribuita ad una forte pendenza dell’alveo del fiume sopra corrente per la lunghezza di braccia 100 dal ponte, per la quale entrambe le fiancate sono andate sottoposte ad uno scalzamento di braccia 1 per la lunghezza di braccia 2. Per riparare i danni avvenuti nella sezione di ponte spettante al ramo Chiarone nel Granducato, è necessario rifondare le fiancate, costruire una serra (indicata in rosso nella pianta e nell’alzato) e regolarizzare il ramo nel tratto di maggiore pendenza. Inoltre, poiché il piano stradale del ponte è stato più volte sormontato dalle acque del fiume, è opportuno costruire un ponticello di braccia 2 di luce nell’Antico Alveo Chiarone in grado di garantire uno smaltimento regolare delle acque.La carta è indicata come tav. I. La carta non è numerata ed è contenuta nel primo fascicolo dell’inserto II. In realtà neanche i fascicoli all’interno dell’inserto sono numerati. Si considera come primo il fascicolo con titolo “Strada Rª Aurelia N° 15. Rifondazione del Ponte sul Torrente Chiarone e costruzione di un Ponticello di Luce Bª. 2” che oggi si trova così collocato all’interno dell’inserto. La data non è riportata sulla carta ma sulla relazione a cui questa è allegata.La carta non è firmata ma viene attribuita all’ingegnere che ha firmato la relazione. La carta in questione è uguale a c. 12, inserto LXVII, filza 55, cambia solo la scala. I documenti a cui le due carte sono rispettivamente allegate risultano uguali. Si veda anche l’altra carta non numerata contenuta nello stesso fascicolo, indicata come tav. II.