La pianta, semplice ma efficace, si inserisce nell’ambito di una lite tra il signor cavalier Giovanni Sansedoni e il signor Pietro Ticci (mugnaio). Le lettere maiuscole sono spiegate nel documento di riferimento datato 17 settembre 1764 del capomaestro Giuseppe Minacci . Nel torrente “Staggia” (Monteriggioni – Siena) era stata costruita “nella sua giusta, e proporzionata altezza” una steccata (lettera A) per utilità del Mulino delle Badesse, di proprietà del Monastero della Madonna. Il mulino era stato affittato al mugnaio Pietro Ticci il quale si era permesso di porre nel fiume una steccata “per due Braccia, e più oltre la sua giusta misura” il che contribuiva a rallentare il corso del fiume che innalzandosi di livello inondava i “Terreni adiacenti, e contigui, con gravissimo pregiudizio, e danno dei respettivi Padroni “. Inoltre nei periodi particolarmente piovosi restava “inaccessbile il passaggio del piccol torrente della Carpella, ed in conseguenza guastata la Strada comunale, che dalla Cura di Basciano” conduceva all’Osteria della Muraglia. Il capomaestro Giuseppe Minacci venne inviato a valutare i danni provocati dalla steccata. Florenzio Razzi e Giuseppe Montucci vennero scelti in qualità di esperti nella causa giudiziaria Sansedoni contro Monache della Madonna di Siena. Cfr. ASS, Quattro Conservatori 2010, ins. 83 <