La mappa riflette il consueto linguaggio della cartografia “moderna” dei fratelli Giachi e di Ferdinando Morozzi, con indicazione di strade, insediamenti, idrografia, confini e orografia con l’ombreggiatura. In basso compare l’elenco dei comuni e dei feudi compresi nella provincia raffigurata. Enti compresi: Portoferraio granducale e il resto dell’isola piombinese. Manca indicazione sull’appartenenza di Longone che era dominio napoletano.