Il documento, costituito da quattro fogli uniti fra loro, è stato realizzato da Giacomo Gastaldi e stampato da Matteo Pagani. Come si apprende dal cartiglio in basso, il disegno raffigura l’Ungheria e le regioni limitrofe come Boemia, Slesia, Moravia, Austria, parte della Franconia, la Baviera, la Bulgaria, la Bosnia, la Serbia, la Romania, la Valacchia e la Transilvania, spingendosi poi fino al golfo di Venezia, alla costa adriatica italiana e a parte di quella tirrenica (da Porto Venere a Livorno). Ben indicato è il corso del fiume Danubio, che in quel periodo si trovava al centro delle vicende geopolitiche europee a causa della pressione turca, così come lo sono gli insediamenti, tutti riportati simbolicamente in prospettiva. La toponomastica è spesso tradotta in italiano dalle lingue originali, riportando, però alcuni errori, che, secondo l’Almagia, dipendono più dalla poca accuratezza nell’intaglio che da effettivi errori del cartografo (R. Almagià, Monumenta cartographica Vaticana, II, Città del Vaticano, Biblioteca Apostolica Vaticana, 1948 p. 24, Nota 1 p. 24).