Nella tavola – divisa in tre comparti – sono raffigurati gli “Effetti Liberi, ed Enfiteutici” delle famiglie Faraoni, che sono situati a Brusciana. Questi “effetti” comprendono: un corpo di terre (lavorative vitate pioppate e gelsate) con casa, posto nel territorio di Empoli e delimitato dalla strada Traversa Romana, dalla via di Monte Boro, dal livello Capoquadri (Capitolo di San Miniato) e dalla proprietà del sig. Giulio Orlandini; due appezzamenti di terreno lavorativo “vitato e pioppato”, denominati “terre di Bisarna”, poste lungo la sponda destra e sinistra del fiume Elsa a confine con i beni delle Monache di Santa Maria Maddalena e con i beni Orlandini, Franchini e Casini; due appezzamenti di terreno “vitato e pioppato”, denominati rispettivamente “del Sorbo” e “del Santuccio”, situati a Brusciana. Il primo di questi confina con i beni Setticelli, Casini e Franchini, mentre il secondo con i beni Bargellini e Galli e con il rio del Grassellino. Per il corpo di terre si precisa che è condotto in enfiteusi “dal soppresso Spedale di Brusciana da Lorenzo Faraoni, e da Giovanni Faraoni per i contratti del 4 Mag.o 1657”, mentre per le terre di Bisarna si precisa che sono “attenenti al Benefizio sotto il titolo della SS.ma Vergine del Rosario”. Per gli ultimi due appezzamenti, infine, si afferma che sono “di libera proprietà del Sig. Giuseppe Faraoni”.
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Pianta del Podere denominato lo Spedale di Novoli, posto nel Popolo di S. Piero a Sieve, Comunità di detto Luogo e Vicarito di Scarperia di Diretto Dominio del Regio Ufizio del Bigallo, tenuto a Livello dal Sig.re Tommaso Gualchi
La tavola raffigura e descrive accuratamente il podere dell’ospedale di Novoli, situato nel popolo di San Piero a Sieve, che risulta tenuto a livello da Tommaso Gualchi su concessione del Magistrato del Bigallo. Diviso in due tenute di terre dalla strada Regia Bolognese, presenta una superficie complessiva di quadrati 14, tavole 3, pertiche 4 e deche 5, compresa la casa colonica con capanna, aia, orto, concimaia. Come mostrano le due piante, rispettivamente del piano terreno e del primo piano, poste in basso a destra, l’edificio risulta costituito dalla casa da lavoratore, da due “quartieri appigionabili” e da tre stanze in libera proprietà del Bigallo. I terreni sono di buona qualità, per lo più lavorativi in parte vitati e vitati con pioppi. Vi sono, inoltre, delle piccole aree boschive. La proprietà è delimitata dal fiume Carza, dai beni dei RR. di San Firenze, dei fratelli Rigogli e della Pieve di San Piero a Sieve (livello di Giovan Battista Manescalchi). Apprezzabile risulta la restituzione dell’uso del suolo con sfumo di colore e simboli. Per la rappresentazione dell’edificio la scala è di braccia 50 = 120 mm.
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Pianta delle tre Stanze con altra Stanza con Forno poste al Ponte a Rignano nel Popolo di S. Leolino nel Vicariato di Pontassieve già allivellate a Niccolò Tamburini, e Vendute a Domenico Ermini, come il tutto resulta dalle carte del N. 101 della Filza settima degli affari spediti
Nella tavola, come esplicitato dal titolo, sono raffigurate le piante del “piano a terreno”, del “piano di mezzo” e del “piano a tetto” della casa a tre piani posta a Ponte a Rignano, prima concessa a livello a Niccolò Ermini e poi venduta a Domenico Ermini dal Magistrato del Bigallo. Al piano terreno si trovano una bottega, una stanza “di mezzo” e la stanza del forno. Le annotazioni indicano anche un focolare demolito e una botola che dà accesso ad una stanza sotterranea, oltre alle scale che conducono al piano superiore e in caldano. Al piano di mezzo si trovano una sala con acquaio e focolare e un’altra stanza “per diverso uso” con focolare, mentre al piano a tetto sono localizzate le due camere.
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Pianta di tutti i Beni, che possiede lo Spedale di Libbrano in detto Comune, Fatta da me Tommaso Cappelletti d’ordine dell’Ill.mo et Ecc.mo Sig.re Cav.re Camillo Guidi G.le delle Galere di S.A.R. in detto Comune, sotto il di 13 settembre 1776 alla Presenza di Tommaso Musi e Michele Berni R. PP…..di detto Comune
Nella tavola sono raffigurati diversi appezzamenti di terreno (in parte lavorativo e in parte boschivo) di proprietà dell’ospedale di Libbiano. Le annotazioni, non facilmente leggibili, riportano le superfici e i dati relativi alle proprietà di confine di ciascuno di essi. Il disegno, come si evince dal titolo, è stato realizzato da Tommaso Cappelletti per conto del cav. Camillo Guidi generale delle Galere di S.A.R., alla presenza di Tommaso Musi e Michele Barni, rappresentanti del comune di Libbiano.
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Pianta di una Casa posta in Via Romita di questa città di Firenze al N. 566 del Popolo di S. Lorenzo, di Dominio diretto del Regio Ufizio del Bigallo Allivellata al Sig.r Giovanni Antonio Pratellesi, come per Contratto Rogato M. Domenico Lori sotto di 13 luglio 1787; Qual Contratto esiste appresso detto Ufizio nella filza 18 Contratti forestieri al N. 16
Nella tavola sono raffigurate la facciata e le piante del piano terreno e del primo e del secondo piano di una casa a tre piani posta lungo la via Romita a Firenze, che risulta tenuta a livello da Giovanni Antonio Pratellesi su concessione del Magistrato del Bigallo. Come riporta chiaramente il titolo, il relativo contratto di livello è stato stipulato nel luglio del 1787. Al piano terreno si trovano una stanza di ingresso con pozzo e trogolo ed una camera con camino e luogo comune; al primo piano si trovano una sala con camino e acquaio e una camera; al secondo piano, infine, una sala con camino “per fondere gl’argenti” ed acquaio ed una camera con luogo comune.
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Pianta dell’Imperial Città di Firenze nel Granducato di Toscana, dove esistono diversi Spedali per i Poveri, e Pellegrini
Si tratta della pianta schematica della città di Firenze (forma d’insieme con cinta muraria e porte) con l’indicazione delle vie principali e l’ubicazione dei diversi ospedali per i poveri e i pellegrini, resi con prospettini similrealistici. Presso il Borgo di San Pier Gattolino si trovano gli ospedali del Piccione, di San Pier Novello e di San Niccolò de Fantoni. A Borgo San Niccolò si trova l’ospedale di San Giuliano, mentre a San Frediano risulta l’ospedale di San Onofri de Tintori. Ci sono inoltre l’ospedale del Tempio lungo la via Ghibellina, l’ospedale della Carità lungo la via di Mezzo, l’ospedale dei Malati di Santa Umiltà a Borgo Ognissanti e l’ospedale di San Michele e San Salvi lungo la via del Sole. In particolare però, possiamo osservare che queste strutture di accoglienza e cura si concentrano fra Borgo Pinti, via San Gallo e via delle Ruote, dove si trovano gli ospedali di San Paolo, di San Tommaso, de’ Preti, di Santa Caterina de’ Talani, di San Rocco, del Melani, de’ Battilani, di Sant’Eligio e di San Lo (dei Maniscalchi), di San Giovanni Battista de’ Portatori e di Piero Broccardi.
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![[Piano superiore della porzione di Fabbrica dello Spedale degli Incurabili]](https://imagotusciae.unisi.it/wp-content/uploads/2025/05/18673.png)
[Piano superiore della porzione di Fabbrica dello Spedale degli Incurabili]
Nella tavola è raffigurata la pianta del primo piano di una parte dell’edificio dell’ospedale degli Incurabili, posto lungo via San Gallo a Firenze. Le stanze sono indicate a numero, ma il disegno è privo di annotazioni, e di fatto non è possibile definirne con esattezza la destinazione di uso. Si deduce comunque, che oltre alle due tettoie sopra la loggia, il piano sia costituito da stanze di servizio.
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Pian terreno della porzione di Fabbrica del già Spedale degl’Incurabili
Nella tavola è raffigurata la pianta del piano terreno di una parte dell’edificio dell’ospedale degli Incurabili, posto lungo via San Gallo a Firenze. Tutte le stanze sono indicate a numero, ma il disegno è privo di annotazioni, e di fatto non è possibile definirne con esattezza la destinazione di uso. Si deduce, comunque, che oltre allo stanzone utilizzato come ospedale e alla cappella ad esso contigua, le altre siano stanze di servizio e in parte costituiscano l’abitazione dello spedalingo. Sono riportate le proprietà di confine (Gaetano Scali, Antonio Volponi, Carlo Pini, Compagnia di San Giovanni Battista detta de’ Facchini, Conservatorio di Bonifazio).
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Pianta del Luogo, ove esisteva il già soppresso Spedale detto di S. Pier Novello posto presso al Portone di Annalena: ove il colorito di rosso dimostra, ciò che è restato allo Stato Antico di detto Spedale, il colorito di nero ciò che è stato fattosi dalle R.R.e M.M.e di Annalena, come dal S.re Cantagalli, con reintegrazione al medesimo di dette R.R.e M.M.e, e il giallo dimostra ciò, che è stato posteriormente fatto da detto S.re Cantagalli a sue spese
Nella tavola sono raffigurate la pianta del piano terreno e del primo e del secondo piano dell’edificio, situato presso il “Portone di Annalena”, dove si trovava l’ospedale di San Pier Novello soppresso nel 1751. In nero sono indicati gli interventi di natura strutturale fatti dalle RR. MM. di Annalena. Come possiamo vedere, il monastero è direttamente collegato all’edificio attraverso la scala indicata con il numero 1. Oltre allo stanzone a tetto, al piano terreno si trovano otto stanze, compresi la cucina e lo scrittoio, una loggia ed un cortile con pozzo. Al primo piano e al secondo si trovano rispettivamente otto e tre stanze, sempre “per uso di abitazione”. Sul verso: Le Carte delle quali hanno Relazione queste Piante Vedile in filza Affari spedali N. 1.

