Si tratta della pianta del camposanto del Monastero di Santa Maria degli Angeli di Firenze, costruito nel 1797 dal capomastro Giuseppe Betti fuori Porta a Pinti. Come si apprende dalla dichiarazione da lui stesso sottoscritta e firmata, che descrive i lavori eseguiti riportandone la spesa (che ammonta a scudi 117, lire 3 e soldi 8), il camposanto è delimitato da un muro altro 3 braccia, costruito con “sassi di cava” e ricoperto a “mezzana di Signa, lavorato a spina con aggetto per difesa dell’intonaco dall’acqua”. Vi è inoltre un tabernacolo di materiale posto di fronte all’ingresso. Sul verso del foglio è riportata anche la dichiarazione del notaio Giuseppe Leonardi Bellini delle Stelle
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Pianta di tutti i piani che costituiscono la Casa appartenente all’eredità Anselmi Tornaquinci, posta in Terranuova nel Popolo di S. Niccolò a Ganghereto
Come esplicitato dal titolo, nella tavola sono raffigurate le piante dei piani (piano terreno, mezzanino, primo e secondo piano) di cui si compone la casa che appartiene all’eredità Anselmi Tornaquinci, situata a Terranuova nel popolo di San Niccolò a Ganghereto. Nel verso troviamo le dichiarazioni con cui i proprietari confinanti (Poluleschi e Maffei) approvano il documento e quella del notaio fiorentino Pier Antonio Buonaccorsi.
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Pianta del Podere detto la Casanova, posto nel Popolo di S. Croce e S. Stefano alla Penna Potesteria di Terranova, appartenente all’Eredità dell’Ill.ma Sig.ra Lucrezia Anselmi Tornaquinci amministrata dagl’Ill.mi Sig.ri Capitani del Bigallo, e Misericordia della Città di Firenze allivellato all’Ill.mo Sig.re Anton Francesco Quaratesi, fatta l’Anno 1770
La pianta raffigura il podere detto “la Casanova”, posto nel popolo di Santa Croce e Santo Stefano alla Penna, che appartiene all’eredità della sig.ra Lucrezia Anselmi Tornaquinci amministrata dai Capitani del Bigallo e dalla Misericordia di Firenze. Come si apprende dal titolo, è stato concesso a livello ad Anton Francesco Quaratesi. Il corpo principale del podere, nel quale si trova anche la casa da lavoratore, è costituito da terreni seminativi, che si estendono su una superficie di stiora 68.8.7.0 a confine con il borro di Roviggiani, i beni del marchese Renuccini, la via della Maestà, la via delle Gualtiere, i beni Renuccini, Uguccioni, Maffei, Medici e Bartolini. Vi sono poi anche due appezzamenti di terreno separati. Il primo, denominato “Campo Lungo”, è un terreno seminativo che presenta una superficie di stiora 16.10.2.0 e confina con i beni Bartolini, Brilli, Mannucci, Inghirami, e della Cura di Santa Croce e Santo Stefano alla Penna; il secondo, posto al “Poggiaccio”, è un bosco di palina che si estende su una superficie di stiora 19.6.9.6 a confine con i beni Broci, i beni Ranuccini e con il borro di Roviggiano. Sul verso del documento sono riportate le firme di approvazione fatte dai proprietari confinanti o dagli eventuali agenti da loro incaricati e dal notaio fiorentino Pier Antonio Buonaccorsi.
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Pianta di tutti i terreni componenti il Podere detto di Matton rossi posto nel Popolo di S. Jacopo, e S. Filippo al Tasso Potesteria di Terranova appartenente all’Eredità dell’Ill.ma Sig.ra Lucrezia Anselmi Tornaquinci, amministrata dagl’Ill.mi Sig.ri Capitani del Bigallo, e Misericordia della Città di Firenze, allivellato all’Ill.mo Sig.re Anton Francesco Quaratesi, fatta l’Anno 1770
La pianta raffigura il podere detto “di Matton rossi”, posto nel popolo di San Iacopo e San Filippo al Tasso, che appartiene all’eredità della sig.ra Lucrezia Anselmi Tornaquinci amministrata dai Capitani del Bigallo e dalla Misericordia di Firenze. Come si apprende dal titolo, è stato concesso a livello ad Anton Francesco Quaratesi. Come possiamo vedere, è costituito da più corpi di terre e singoli appezzamenti fra loro separati (alcuni dei quali posti nei popoli di San Francesco a Ganghereto, di Santa Lucia alla Cicogna e di Santo Stefano in pian di Castiglioni Ubertini), per ciascuno dei quali sono indicate le superfici e le proprietà di confine. Il podere presenta una superficie complessiva di stiora 621.1.11.7 ed è costituito da terreni di buona qualità, perlopiù a seminativi e in piccola parte a pastura o boschivi.
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Pianta del Podere detto il Pecoriccio di sotto, posto nel Popolo di S. Croce e S. Stefano alla Penna, Potesteria di Terranova, appartenente all’Eredità dell’Ill.ma Sig.ra Lucrezia Anselmi Tornaquinci, amministrata dagl’Ill.mi Sig. ri Capitani del Bigallo, e Misericordia della Città di Firenze, allivellato all’Ill.mo Sig.re Anton Francesco Quaratesi, fatta l’Anno 1770
La pianta raffigura il podere denominato “il Pecoriccio”, posto nel popolo di Santa Croce e Santo Stefano alla Penna, che appartiene all’eredità della sig.ra Lucrezia Anselmi Tornaquinci amministrata dai Capitani del Bigallo e dalla Misericordia di Firenze. Come si apprende dal titolo, è stato concesso a livello ad Anton Francesco Quaratesi. Il corpo principale del podere, nel quale si trova anche la casa da lavoratore, è costituito da terreni seminativi, che si estendono su una superficie di stiora 168.6.2.6 a confine con i beni Bartolini, la via comunale del Pecoriccio, il fiume Ciuffenna, i beni Dini, la via Traversa, la via Maestra del Pian della Penna e i beni Medici. Vi sono poi anche tre appezzamenti di terreno separati. Il primo è un terreno seminativo che si estende su una superficie di stiora 25.10.9.0 lungo la via Maestra del Pian della Penna ed il borro dell’Avena (da cui la denominazione “Campo all’Avena”), a confine con i beni Bartolini e della Chiesa di Terranuova; il secondo è un terreno “dirupato”, in parte a pastura e in parte a bosco di palina, che presenta una superficie di stiora 22.8.6.6 e confina con i beni Bartolini, i beni dei RR. PP. della SS. Nunziata, i beni Ventroni e con il borro delle Cave (da cui la denominazione “Bosco dalle Cave”); il terzo, infine, è un bosco di palina detto “dai Boschi Grandi”, posto lungo il borro della casa al Berna, che presenta una superficie di stiora 12.0.3.0 e confina con i beni Serristori, i beni Bartolini e della Cura di Santa Croce e Santo Stefano alla Penna. Sul verso del documento sono riportate le firme di approvazione fatte dai proprietari confinanti o dagli eventuali agenti da loro incaricati e dal notaio fiorentino Pier Antonio Buonaccorsi.
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Pianta del Podere detto Lucianino, posto nel Popolo di S. Francesco a Ganghereto, Potesteria di Terranova, appartenente all’Eredità dell’Ill.ma Sig.ra Lucrezia Anselmi Tornaquinci, amministrata dagl’Ill.mi Sig.ri Capitani del Bigallo, e Misericordia della Città di Firenze, allivellato all’Ill.mo Sig.re Anton Francesco Quaratesi, fatta l’Anno 1770
La pianta raffigura il podere Lucianino, posto nel popolo di San Francesco a Ganghereto, che appartiene all’eredità della sig.ra Lucrezia Anselmi Tornaquinci amministrata dai Capitani del Bigallo e dalla Misericordia di Firenze. Come si apprende dal titolo, è stato concesso a livello ad Anton Francesco Quaratesi. Il corpo principale del podere, nel quale si trova anche la casa da lavoratore, è costituito da terreni seminativi, che si estendono su una superficie di stiora 54.0.2.8 a confine con il borro di Roviggiani, i beni Sati, il fiume Ciuffenna, i beni Bartolini e i beni delle RR. Monache di Santa Chiara di San Giovanni. Vi sono poi anche tre appezzamenti di terreno seminativo separati. Il primo, posto al Ponte a Frati fra il fiume Ciuffenna e la via omonima (da cui la denominazione “Campo al Ponte a Frati”), presenta una superficie di stiora 18.4.9.6 e confina con i beni della Pieve di Terranova; il secondo, posto lungo il borro del fossato e denominato “Campino alla Greppa”, presenta una superficie di stiora 4.10.3.6 e confina con i beni Sati e quelli del proposto (prevosto) Domenico Landi; il terzo infine, posto nel popolo di San Iacopo e San Filippo al Tasso, lungo il fiume Ciuffenna, presenta una superficie di stiora 8.6.9.11 e confina con i beni Sati, con i beni della Cappella della Santa Maria del Rosario di Terranuova e con quelli del cav. Bartolini. Sul verso del documento sono riportate le firme di approvazione fatte dai proprietari confinanti o dagli eventuali agenti da loro incaricati e dal notaio fiorentino Pier Antonio Buonaccorsi.
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![[Pianta di alcuni appezzamenti di terreno di dominio diretto del Bigallo concessi a livello nella comunità di Sesto]](https://imagotusciae.unisi.it/wp-content/uploads/2025/05/18664.png)
[Pianta di alcuni appezzamenti di terreno di dominio diretto del Bigallo concessi a livello nella comunità di Sesto]
Sono raffigurati schematicamente tre appezzamenti di terreno, di cui due situati nel popolo di San Martino a Brozzi e l’altro nel popolo di San Donnino. Il primo di stiora 3.11.7.2 di superficie risulta tenuto a livello dalla famiglia Vescovini su concessione del Magistrato del Bigallo; il secondo (di stiora 4.7.4.0) risulta tenuto a livello da Domenico Aldini e infine il terzo (di stiora 5.9.5.0) da Leonardo Biadi.
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![[Pianta dei beni posseduti dal sig. Francesco Martini, nei quali sono compresi i terreni del Bigallo nella comunità di Sesto]](https://imagotusciae.unisi.it/wp-content/uploads/2025/05/18663.png)
[Pianta dei beni posseduti dal sig. Francesco Martini, nei quali sono compresi i terreni del Bigallo nella comunità di Sesto]
Sono raffigurati schematicamente dei corpi di terre situati a Sesto che, come si apprende dall’annotazione riportata in alto a destra, comprendono il podere del sig. Francesco Martini “nel quale ce ne possiede due noni il Luogo Pio del Bigallo”. La superficie complessiva risulta essere di stiora 111.2.8.0.
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![[Pianta di alcuni appezzamenti di terreno di dominio diretto del Bigallo e concessi a livello al Torrigiani nella comunità di Sesto]](https://imagotusciae.unisi.it/wp-content/uploads/2025/05/18662.png)
[Pianta di alcuni appezzamenti di terreno di dominio diretto del Bigallo e concessi a livello al Torrigiani nella comunità di Sesto]
E’ raffigurata schematicamente la pianta di un corpo di terre (di stiora 27.10.11.9 di superficie), posto nel popolo di Santa Maria a Quinto, che risulta tenuto a livello dal Torrigiani su concessione del Magistrato del Bigallo.

