Sono raffigurati due appezzamenti di terreno “prativo” posti a Montecchio al “Campo di Natale”. Fanno parte dei beni dell’ospedale di San Cristofano e risultano di fatto tenuti a livello da Cristofano Fierli con altri sei appezzamenti su concessione del Magistrato del Bigallo. Il primo presenta una superficie di staiora 2 e tavole 36 e confina con i beni Cattani, con un altro terreno di Cristofano Fierli (avuto in permuta) e con i beni Francesco Fierli. Il secondo invece presenta una superficie di tavole 80 e confina con i beni di Francesco Fierli, dello Spedale di San Cristofano, del sig. Cattani e di Giovan Battista Fierli. L’agrimensore Giovan Battista Dionigi ne stima il valore in “scudi 28” per il primo e in “scudi 30 in circa lo staioro” per il secondo. Per quanto riguarda questo secondo terreno, nella descrizione viene precisato che è stato ricevuto in permuta da Giuseppe Corazzi di Cortona. L’orientamento per le due piante è nord-ovest in alto e sud-est in alto. Nella descrizione che troviamo nell’ultima pagina del fascicolo precisa, inoltre, che gli appezzamenti, perlopiù sterili e non in grado di garantire una buona produzione di frumento, potrebbero avere un valore maggiore se fossero piantati “di viti, e stucchi, e di altri alberi”.
Archivi: Mappe
-
![[Pianta di un appezzamento di terreno posto in Montecchio appartenente allo Spedale di S. Cristofano e concesso a livello a Cristofano Fierli]](https://imagotusciae.unisi.it/wp-content/uploads/2025/05/18624.png)
[Pianta di un appezzamento di terreno posto in Montecchio appartenente allo Spedale di S. Cristofano e concesso a livello a Cristofano Fierli]
E’ raffigurato un appezzamento di terreno lavorativo posto a Montecchio, in luogo detto “Campo dell’Aia”. Fa parte dei beni dell’ospedale di San Cristofano e risulta di fatto tenuto a livello da Cristofano Fierli con altri sette appezzamenti su concessione del Magistrato del Bigallo. Il terreno si estende su una superficie di tavole 93 e piedi 70 e confina con i beni degli eredi Pontelli e di Francesco Fierli. L’agrimensore Giovan Battista Dionigi ne stima il valore in “scudi 30 in circa lo staioro”. Nella descrizione che troviamo nell’ultima pagina del fascicolo precisa, inoltre, che gli appezzamenti, perlopiù sterili e non in grado di garantire una buona produzione di frumento, potrebbero avere un valore maggiore se fossero piantati “di viti, e stucchi, e di altri alberi”.
-
![[Pianta di un appezzamento di terreno posto in Montecchio appartenente allo Spedale di S. Cristofano e concesso a livello a Cristofano Fierli]](https://imagotusciae.unisi.it/wp-content/uploads/2025/05/18623.png)
[Pianta di un appezzamento di terreno posto in Montecchio appartenente allo Spedale di S. Cristofano e concesso a livello a Cristofano Fierli]
E’ raffigurato un appezzamento di terreno lavorativo posto a Montecchio, in luogo detto “Campo dell’Aia”. Fa parte dei beni dell’ospedale di San Cristofano e risulta di fatto tenuto a livello da Cristofano Fierli con altri sette appezzamenti su concessione del Magistrato del Bigallo. Il terreno si estende su una superficie di staiora 2 e tavole 13 e confina con i beni di Margherita Passerini, dei sig.ri Pontelli e dell’Unione Luoghi Pii di Cortona. L’agrimensore Giovan Battista Dionigi ne stima il valore in “scudi 35 in circa lo staioro”. Nella descrizione che troviamo nell’ultima pagina del fascicolo precisa, inoltre, che gli appezzamenti, perlopiù sterili e non in grado di garantire una buona produzione di frumento, potrebbero avere un valore maggiore se fossero piantati “di viti, e stucchi, e di altri alberi”.
-
![[Pianta di un appezzamento di terreno posto in Montecchio appartenente allo Spedale di S. Cristofano e concesso a livello a Cristofano Fierli]](https://imagotusciae.unisi.it/wp-content/uploads/2025/05/18622.png)
[Pianta di un appezzamento di terreno posto in Montecchio appartenente allo Spedale di S. Cristofano e concesso a livello a Cristofano Fierli]
E’ raffigurato un appezzamento di terreno lavorativo posto a Montecchio, in luogo detto “Rancoli”. Fa parte dei beni dell’ospedale di San Cristofano e risulta di fatto tenuto a livello da Cristofano Fierli con altri sette appezzamenti su concessione del Magistrato del Bigallo. Il terreno si estende su una superficie di staiora 1 e tavole 80 e confina con i beni di Giuseppe Garzi, dei sig.ri Zaccagnini e di Giuseppe Fierli (come livellario). L’agrimensore Giovan Battista Dionigi ne stima il valore in “scudi 35 in circa lo staioro”. Nella descrizione che troviamo nell’ultima pagina del fascicolo precisa, inoltre, che gli appezzamenti, perlopiù sterili e non in grado di garantire una buona produzione di frumento, potrebbero avere un valore maggiore se fossero piantati “di viti, e stucchi, e di altri alberi”.
-
![[Pianta di un appezzamento di terreno posto in Montecchio appartenente allo Spedale di S. Cristofano e concesso a livello a Cristofano Fierli]](https://imagotusciae.unisi.it/wp-content/uploads/2025/05/18620.png)
[Pianta di un appezzamento di terreno posto in Montecchio appartenente allo Spedale di S. Cristofano e concesso a livello a Cristofano Fierli]
E’ raffigurato un appezzamento di terreno lavorativo arborato (con gelsi) posto a Montecchio, in luogo detto “Spedalicchio”. Fa parte dei beni dell’ospedale di San Cristofano e risulta di fatto tenuto a livello da Cristofano Fierli con altri sette appezzamenti su concessione del Magistrato del Bigallo. Il terreno si estende su una superficie di tavole 48 e confina con i beni delle RR. MM. delle Contesse e del cavalier Vincenzio Sernini. L’agrimensore Giovan Battista Dionigi ne stima il valore in “scudi 30 lo staiolo”. Nella descrizione che troviamo nell’ultima pagina del fascicolo precisa, inoltre, che gli appezzamenti, perlopiù sterili e non in grado di garantire una buona produzione di frumento, potrebbero avere un valore maggiore se fossero piantati “di viti, e stucchi, e di altri alberi”.
-
![[Pianta della casa dello Spedale di S. Onofrio e di un appezzamento di terreno posto in Teverina concesso a livello al. sig. Cammillo Mancini]](https://imagotusciae.unisi.it/wp-content/uploads/2025/05/18619.png)
[Pianta della casa dello Spedale di S. Onofrio e di un appezzamento di terreno posto in Teverina concesso a livello al. sig. Cammillo Mancini]
In alto è raffigurata la pianta della casa dello Spedale di San Onofrio (di braccia quadrate 100 di superficie), posta lungo la strada Maestra a Teverina. Risulta costituita da tre stanze in buone condizioni con un orto di pertinenza, che si trova nel punto in cui un tempo sorgeva la Cappella o forse l’Oratorio. E’ presente comunque una Maestà Murata, all’interno della quale è conservata un’immagine della Vergine Santissima. Nella descrizione che troviamo alla fine del cabreo, si ipotizza che vi sia stato anche un quadro di Sant’Onofrio, data la presenza della mensa dell’altare. Dalla descrizione che troviamo in fondo al fascicolo, si apprende inoltre che nell’oratorio “vi era l’obbligo di farci La Festa nel giorno di detto Santo con n. 6 Messe” (c. 19).
In basso è invece raffigurata la pianta di un appezzamento di terreno lavorativo arborato a castagni, posto sempre a Teverina in luogo detto “La Carcere”. Tenuto a livello da Cammillo Mancini, presenta una superficie di staiora 6 e tavole 48 ed è delimitato dai terreni di Cammillo Monaldi, di Andrea Andreani e dai terreni di San Onofrio (avuti in permuta). Il valore dell’appezzamento è stimato in “scudi 28 in circa lo staioro”. Nella descrizione finale, l’agrimensore Giovan Battista Dionigi spiega di aver riscontrato la mancanza di alcune piante e la necessità di rinnovare una parte di quelle presenti per evitare che i terreni perdano il loro valore, in quanto i terreni nelle zone di montagna “sono sterili” e “non hanno prezzo se non sono muniti di castagni” (c. 19). L’orientamento delle due piante è nord-est in alto ed est in alto. Per il primo disegno la misura righello è di 40 mm. -
![[Pianta di due appezzamenti di terreno appartenenti allo Spedale di S. Onofrio, posti rispettivamente in Teverina e Valle Dame, di cui uno posseduto dai Padri Agostiniani e l’altro dal sig. Cammillo Mancini]](https://imagotusciae.unisi.it/wp-content/uploads/2025/05/18618.png)
[Pianta di due appezzamenti di terreno appartenenti allo Spedale di S. Onofrio, posti rispettivamente in Teverina e Valle Dame, di cui uno posseduto dai Padri Agostiniani e l’altro dal sig. Cammillo Mancini]
Sono raffigurati due appezzamenti di terreno, uno in parte sodo e in parte lavorativo arborato a castagni e l’altro lavorativo arborato a castagni, situati in Teverina e Valle Dame (Cortona). Il primo, recuperato dai PP. Agostiniani, presenta una superficie di stiora 3 tavole 52 ed è delimitato da un fosso di scolo e dai beni di Bartolomeo Monaldi e degli eredi di Curzio Pareti. Il secondo presenta, invece, una superficie di tavole 30 ed è delimitato dai beni delle Monache delle Contesse, di Tommaso Monaldi e infine dalla strada. Il valore di questi appezzamenti è stimato rispettivamente in “scudi 13 in circa lo staioro” e “scudi 25 in circa lo staioro”. Nella descrizione che troviamo alla fine del fascicolo, l’agrimensore Giovan Battista Dionigi spiega di aver riscontrato la mancanza di alcune piante e la necessità di rinnovare una parte di quelle presenti per evitare che i terreni perdano il loro valore, in quanto i terreni nelle zone di montagna “sono sterili” e “non hanno prezzo se non sono muniti di castagni” (c. 19). L’orientamento delle due piante è nord-ovest in alto e sud-ovest in alto. Per il primo disegno la misuta righello è di 42 mm.
-
![[Pianta di un appezzamento di terreno posto in Valle Dame appartenente allo Spedale di S. Onofrio e concesso a livello al sig. Antonio Monaldi]](https://imagotusciae.unisi.it/wp-content/uploads/2025/05/18617.png)
[Pianta di un appezzamento di terreno posto in Valle Dame appartenente allo Spedale di S. Onofrio e concesso a livello al sig. Antonio Monaldi]
E’ raffigurato un appezzamento di terreno lavorativo arborato a castagni situato a Teverina (Cortona), in luogo detto “Ortali, o Guistarelle”. Tenuto a livello da Antonio Monaldi (in seguito alla permuta fatta con la chiesa di Teverina), presenta una superficie di staiora 7 e tavole 21 ed è delimitato dal livello di San Onofrio, dai terreni di Bartolomeo Monaldi, dalla strada Maestra, dai beni di Monaldo Monaldi e di Andrea Monaldi. Il valore di questo appezzamento è stimato in “scudi 22 in circa” lo staioro. Nella descrizione che troviamo alla fine del fascicolo, l’agrimensore Giovan Battista Dionigi spiega di aver riscontrato la mancanza di alcune piante e la necessità di rinnovare una parte di quelle presenti per evitare che i terreni perdano il loro valore, in quanto i terreni nelle zone di montagna “sono sterili” e “non hanno prezzo se non sono muniti di castagni” (c. 19).
-
![[Pianta di un appezzamento di terreno posto in Teverina appartenente allo Spedale di S. Onofrio e concesso a livello al sig. Cammillo Mancini]](https://imagotusciae.unisi.it/wp-content/uploads/2025/05/18616.png)
[Pianta di un appezzamento di terreno posto in Teverina appartenente allo Spedale di S. Onofrio e concesso a livello al sig. Cammillo Mancini]
E’ raffigurato un appezzamento di terreno sodo con castagni e scopi (erica arborea) situato a Teverina (Cortona), in luogo detto “Selvastra”. Tenuto a livello da Cammillo Mancini presenta una superficie di staiora 9 e tavole 56 ed è delimitato dai terreni della Cappella di San Giovannino e di Santi Santoni e dalla strada ed un fosso di scolo. Il valore di questo appezzamento è stimato in “scudi 10 in circa lo staioro”. Nella descrizione che troviamo alla fine del fascicolo, l’agrimensore Giovan Battista Dionigi spiega di aver riscontrato la mancanza di alcune piante e la necessità di rinnovare una parte di quelle presenti per evitare che i terreni perdano il loro valore, in quanto i terreni nelle zone di montagna “sono sterili” e “non hanno prezzo se non sono muniti di castagni” (c. 19).

![[Pianta di due appezzamenti di terreno posti in Montecchio apparteneti allo Spedale di S. Cristofano e concessi a livello a Cristofano Fierli]](https://imagotusciae.unisi.it/wp-content/uploads/2025/05/18625.png)