Nella tavola sono raffigurate due piante delle case poste alla Porta alla Croce, con indicazione dei titolari del livello: Carelli e Diacinto Leoni. Da una breve relazione (c. 11A) si apprende che proprio la casa del Leoni è stata in parte coinvolta nella demolizione fatta per l’ampliamento della piazza, realizzata davanti a Porta alla Croce.
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Pianta della Casa posta Borgo S. Niccolò contigua alla Porta vecchia di propietà dello Spedale del Bigallo Allivellata ai SS.ri Paolo, e fratelli Ferretti
Nella tavola sono raffigurate la pianta del piano terreno e del piano a tetto della casa posta in borgo San Niccolò e in adiacenza alla Porta Vecchia, tenuta a livello dai fratelli Ferretti su concessione del Magistrato del Bigallo. La casa con giardino di pertinenza confina con la “strada del Giardino, o degl’Orti”, con i beni del senatore Serristori e con i beni della Camera del Commercio (Arte dei Mercanti), della quale viene anche evidenziato con colore scuro l’oratorio dello stesso nome.
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![[Pianta di una casa dei Capitani di S. Maria e Misericordia del Bigallo]](https://imagotusciae.unisi.it/wp-content/uploads/2025/05/18577.png)
[Pianta di una casa dei Capitani di S. Maria e Misericordia del Bigallo]
E’ raffigurata la pianta di una casa posta lungo la via Nuova, che risulta tenuta a livello da Giuliano Saminiati su concessione del Magistrato del Bigallo. Le annotazioni riportate a destra e a sinistra del disegno spiegano che il piano terreno è costituito da una stanza con cantina “a volta” sotto, una loggia con volta sopra, un cortile con orto, una stalla con volta a crociera e un piccolo pezzo di terra all’ingresso; al piano superiore, si trovano una sala, una camera a mezza scala ed un’altra camera sopra, un terrazzo con pergola sopra la loggia ed una camera a tetto sopra la stalla, con una soffitta accessibile mediante una scala di legno.
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Dimostrazione di Vari Luoghi nel Granducato di Toscana, e della Città di Firenze dove esistono diversi Spedali considerati i più comodi, e regolati per il riposo dei Poveri Pellegrini, che transitano per questo Stato e passare ai Confini di Stati Alieni
Come esplicitato dal titolo, la pianta mostra – a partire dalla città di Firenze, raffigurata in modo assai schematico con il suo perimetro e le sue porte – il territorio granducale dove si trovano gli ospedali “più comodi e regolari” per il riposo dei poveri e dei pellegrini, lungo le principali vie di comunicazione che, appunto da Firenze, raggiungono gli stati limitrofi. Restituendoli simbolicamente in prospettiva, sono indicati i centri con gli edifici ospedalieri di: Scarperia, Firenzuola, Pontassieve, San Godenzo, Portico, Terra del Sole, Poppi, Pieve Santo Stefano, Ancisa (Incisa), Montevarchi, Camoscia (Camucia di Cortona), San Casciano Val di Pesa, Poggibonsi, San Quirico d’Orcia, Radicofani, Castelfiorentino, Volterra, Montescudaio, Campiglia, San Miniato, Pontedera, Empoli, Altopascio, Prato, Pistoia, Borgo a Buggiano. Da notare che, mentre Firenze è raffigurata in pianta seppure schematica, Siena, Pisa, Livorno, Lucca e Perugia vengono rappresentate con un cerchio. All’interno della cartella è presente una copia della pianta (c. 8D).
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Dimostrazione di Vari Luoghi nel Granducato di Toscana, e della Città di Firenze dove esistono diversi Spedali considerati i più comodi, e regolati per il riposo dei Poveri Pellegrini, che transitano per questo Stato per passare ai Confini di Stati Alieni
Come esplicitato dal titolo, la pianta mostra – a partire dalla città di Firenze, raffigurata in modo assai schematico con il suo perimetro e le sue porte – il territorio granducale dove si trovano gli ospedali “più comodi e regolari” per il riposo dei poveri e dei pellegrini, lungo le principali vie di comunicazione che, appunto da Firenze, raggiungono gli stati limitrofi. Restituendoli simbolicamente in prospettiva, sono indicati i centri con gli edifici ospedalieri di: Scarperia, Firenzuola, Pontassieve, San Godenzo, Portico, Terra del Sole, Poppi, Pieve Santo Stefano, Ancisa (Incisa), Montevarchi, Camoscia (Camucia di Cortona), San Casciano Val di Pesa, Poggibonsi, San Quirico d’Orcia, Radicofani, Castelfiorentino, Volterra, Montescudaio, Campiglia, San Miniato, Pontedera, Empoli, Altopascio, Prato, Pistoia, Borgo a Buggiano. Da notare che, mentre Firenze è raffigurata in pianta seppure schematica, Siena, Pisa, Livorno, Lucca e Perugia vengono rappresentate con un cerchio. All’interno della cartella è presente una copia della pianta (c. 8B).
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Pianta dei Paesi nei quali restan situati gli Spedali fissati per il ricevimento de Poveri, e Pellegrini che passeranno per lo Stato della Toscana per andarsene ad altri Stati alieni
La pianta rappresenta un raro esempio di prodotto tematico: come esplicitato dal titolo, mostra – su una base quanto mai schematica della Toscana – la dislocazione degli ospedali per l’accoglienza dei poveri e dei pellegrini, ubicati nei centri abitati posti lungo le principali vie di comunicazione del Granducato, puntualmente denominate. Gli ospedali si concentrano soprattutto a nord, lungo la via Bolognese, la strada della Romagna, nel val d’Arno superiore e inferiore, mentre scendendo verso sud il numero tende a diminuire. Lungo la strada del mare che conduce in Maremma, per esempio, dopo Livorno con lo Spedale di Santa Barbera, troviamo un solo altro luogo di ricovero a Campiglia. Da Firenze, dove si segnalano Melani, Sant’Onofrio, Piccione e San Tomaso, verso la strada Bolognese si trovano lo Spedale di San Lorenzo a Tagliaferro, lo Spedale di Santa Maria a Scarperia, lo Spedale di San Iacopo a Firenzuola e lo Spedale di San Lorenzo a Pietramala. Da Firenze, verso la strada di Romagna, sono segnalati lo Spedale di Sant’Antonio a Pontassieve, lo Spedale di Santa Maria a Vicchio, lo Spedale di San Michele a San Godenzo, lo Spedale di San Michele a Portico e quello dei Bianchi Disciplinati a Castrocaro. Da Firenze, lungo la strada del Casentino, sono invece segnalati lo Spedale di San Donino a Poppi e quello di Santa Margherita a Pieve Santo Stefano, oltre allo Spedale della Misericordia a Bagno, andando verso Terra del Sole. Da Firenze verso Arezzo si trovano lo Spedale di Sant’Antonio alla Staffa ad Incisa, lo Spedale del Pellegrinaggio a Montevarchi, lo Spedale di Sant’Antonio ad Arezzo e. procedendo verso la strada del Casentino, quello di San Martino ad Anghiari, mentre lungo la strada aretina quello della Trinità di Cortona. Da Firenze verso Siena e lungo la strada romana: lo Spedale della Misericordia di San Casciano, lo Spedale di San Giovanni Battista, lo Spedale della Scala di Siena, lo Spedale di San Quirico e quello di San Pietro a Radicofani. Da Arezzo a Siena si trova, invece, lo Spedale di Santa Maria ad Ambra. Da Firenze a Pisa: lo Spedale di Sant’Antonio a Lastra, lo Spedale di Santa Lucia di Pietrafitta a Empoli e lo Spedale di San Francesco a Pontedera. Fra Empoli e Poggibonsi lo Spedale di Santa Lucia di Castelfiorentino. Da Firenze verso la strada Pesciatina sono indicati lo Spedale della Misericordia di Prato, lo Spedale della Misericordia di Pistoia e lo Spedale di Santa Maria della Rosa a Borgo a Buggiano. Da Pisa verso Borgo a Buggiano, infine, è indicato lo Spedale di Altopascio. Da notare l’indicazione delle distanze espresse in miglia fra i vari abitati ed ospedali.
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Orto de’ PP. di Sant’Antonio, di misura Stiora sette, e Braccia quadre 468
Nella tavola, firmata per accettazione da Filippo Neri, è raffigurata la pianta dell’orto dei PP. di Sant’Antonio, posto lungo la via Nuova, a confine con i beni Baroni, con gli orti della Commenda e della Congrega Maggiore, con i beni del dott. Casanuova, con quelli dei PP. di Santa Maria Novella e infine con altri beni dei PP. di Sant’Antonio.

![[Pianta delle case poste alla Porta alla Croce a Firenze]](https://imagotusciae.unisi.it/wp-content/uploads/2025/05/18579.png)

