Nella tavola è raffigurata la pianta del convento e della chiesa di Sant’Antonio di Firenze, posti all’incontro fra la via Nuova e la strada di Gualfonda (Valfonda). Come possiamo vedere, il progetto prevede la realizzazione, lungo due lati dell’ampio giardino, di diverse stanze, come lo stanzone per riporre le piante degli agrumi, la stanza per fare il pane, la dispensa, il refettorio, la stanza “scaldarsi”, la foresteria, la stanza di ricreazione e la computisteria. Quest’ultima stanza potrebbe essere ricavata dalla riduzione di altro ambiente, se venisse realizzata la scalinata mostrata con una linguella di carta sovrapposta al disegno. Tutte queste stanze sono accessibili mediante un lungo corridoio parallelo alla via Nuova e con accesso principale dalla strada di Gualfonda. Di fronte alla dispensa e al refettorio, separati dallo “scaricatoio per i commestibili”, si trovano la cucina e la stanza “da lavare i piatti e tinello”, oltre ad un piccolo cortile e la cantina. Per quanto riguarda la chiesa viene indicato un “cappellino” per la benedizione dei cavalli e la sagrestia con relativo passaggio dietro al coro.
Archivi: Mappe
-

Piano della Chiesa, e Casa di S. Antonio di Firenze
Si tratta della pianta del convento e della chiesa di Sant’Antonio di Firenze, situati all’incontro fra la via Nuova e la strada di Gualfonda (Valfonda). Come possiamo vedere, lungo il loggiato, al di là del quale si estende un ampio giardino, si trovano la dispensa, la cucina, il “lavario”, il refettorio, l’infermeria e due camere. Per quanto riguarda la chiesa, sono indicate le due cappelle laterali, rispettivamente di Sant’Agostino e Sant’Antonio, la sagrestia, il guardaroba della sagrestia e il coro, accanto al quale si trova il “granaro”. Lungo la via Nuova troviamo un ulteriore appezzamento di terreno, all’estremità del quale si trova lo “scaricatoio”.
-

Pianta del Podere dell’Ill.mo Sig.re D.re Giovanni Lami Posto nel Comune di S. Croce Alle confine di Fucecchio misurato da me Francesco Maria Campanini Arimensore questo dì 19 ottobre 1754 convenedo detta misura stiora 146 canne 31 misura del Paese
Nella tavola è raffigurata la pianta del podere del sig. Giovanni Lami, situato nel territorio di Santa Croce, al confine di Fucecchio, lungo la “strada Maestra Pisana e Fiorentina e che da Fucecchio va a Santa Croce”, a confine con la “via Rivolta”, i beni di Niccolò Menicucci, e delle RR. MM. di Santa Cristina, la “via di confino di Fucecchio a S. Croce”, i beni del sig. Lami, del principe Corsini e infine del sig. Scaramucci.
Gli appezzamenti evidenziati in verde e indicati con le lettere dell’alfabeto, come chiariscono le annotazioni riportate a sinistra, sono “effetti del Padronato”, mentre quelli lasciati in bianco e segnati a numero sono i livelli di San Filippo Neri, così come l’unico appezzamento evidenziato in rosso costituisce il livello della Cappella di Santa Caterina. In maniera piuttosto dettagliata l’agrimensore Francesco Maria Comparini riporta le aree dei singoli appezzamenti (espresse in stiora e canne), quella totale riferita al Padronato e ai due livelli e infine quella complessiva del podere, che risulta essere di stiora 146 e canne 21. Non sono riportati i dati relativi ai terreni evidenziati in grigio, appartenenti ai fratelli Pontanari, che costituiscono delle “enclaves” all’interno della proprietà. -
![[Appezzamenti di terreno posti nel territorio di Seravezza, di proprietà del Magistrato del Bigallo e concessi a livello]](https://imagotusciae.unisi.it/wp-content/uploads/2025/05/18511.png)
[Appezzamenti di terreno posti nel territorio di Seravezza, di proprietà del Magistrato del Bigallo e concessi a livello]
Verso: Spedale di S. Jacopo e San Filippo di Pietrasanta
-
![[Appezzamento di terreno posto nel territorio di Vicopisano tenuto a livello dagli eredi di Bartolomeo Felice Di Grande su concessione dello Spedale di S. Maria degli Angeli e dal Magistrato del Bigallo]](https://imagotusciae.unisi.it/wp-content/uploads/2025/05/18500.png)
[Appezzamento di terreno posto nel territorio di Vicopisano tenuto a livello dagli eredi di Bartolomeo Felice Di Grande su concessione dello Spedale di S. Maria degli Angeli e dal Magistrato del Bigallo]
E’ raffigurato schematicamente un pezzo di “terra campia, vitiata e pioppata” (di staiora 3, pertiche 63 e braccia 3 di superficie) che risulta tenuta a livello dagli eredi di Bartolomeo Felice di Grande di Bientina, su concessione dello Spedale di Santa Maria degli Angeli e quindi dal Magistrato del Bigallo, per un canone annuo di 2 lire. Posto nel territorio di Vicopisano in luogo detto in Forra, è delimitato dal nuovo fosso del Cilecchio, dalle proprietà Cosci e Pellegrini e dalla strada di Forra.
-
![[Appezzamento di terreno posto nel territorio di S. Croce tenuto a livello dalla famiglia Dini su concessione dello Spedale di S. Martino in Vaiano e del Magistrato del Bigallo]](https://imagotusciae.unisi.it/wp-content/uploads/2025/05/18499.png)
[Appezzamento di terreno posto nel territorio di S. Croce tenuto a livello dalla famiglia Dini su concessione dello Spedale di S. Martino in Vaiano e del Magistrato del Bigallo]
Con questo semplice disegno è raffigurato uno dei tre terreni che risultano concessi a livello agli eredi del capitano Piero Dini dallo Spedale di San Martino in Vaiano e quindi dal Magistrato del Bigallo. Si tratta di un appezzamento di terreno lavorativo, vitato e fruttato, posto in località Casa al Berna, a confine con i beni della Chiesa Prioria di Santa Maria a Loro e degli RR. PP. della SS. Annunziata.
-
![[Appezzamenti di terreno posti nel territorio di S. Croce tenuti a livello dalla famiglia Dini su concessione dello Spedale di S. Martino in Vaiano e del Magistrato del Bigallo]](https://imagotusciae.unisi.it/wp-content/uploads/2025/05/18498.png)
[Appezzamenti di terreno posti nel territorio di S. Croce tenuti a livello dalla famiglia Dini su concessione dello Spedale di S. Martino in Vaiano e del Magistrato del Bigallo]
Con questi semplici disegni sono raffigurati due dei tre terreni che risultano concessi a livello agli eredi del capitano Piero Dini dallo Spedale di San Martino in Vaiano e quindi dal Magistrato del Bigallo. Il primo è un appezzamento di terreno lavorativo con pochi olivi, posto nel territorio di Santa Croce, in località Capo le Coste, a confine con la proprietà dei RR. PP. della SS. Annunziata, con altri terreni da loro tenuti a livello e con alcuni terreni di loro proprietà. Il secondo è un appezzamento di terreno lavorativo vitato con pochi olivi, posto in località Vigna al Piano di là, a confine con i beni del marchese Francesco Maria Medici, i beni della Chiesa di Santa Maria e dei terreni tenuti a livello da Piero di Bartolomeo Dini.
-
![[Terreno ad uso di orto posto nella Comunità e Potesteria di Terranuova nel Popolo di S. Niccolòa Ganghereto, tenuto a livello da Bartolomeo di Giovanni Taddei]](https://imagotusciae.unisi.it/wp-content/uploads/2025/05/18497.png)
[Terreno ad uso di orto posto nella Comunità e Potesteria di Terranuova nel Popolo di S. Niccolòa Ganghereto, tenuto a livello da Bartolomeo di Giovanni Taddei]
E’ raffigurato schematicamente un orto posto lungo le mura castellane di Terranuova, che è tenuto a livello da Bartolomeo di Giovanni Taddei, su concessione dello Spedale di San Niccolò di Ganghereto e quindi del Magistrato del Bigallo. Come si apprende dalla descrizione, confina con i beni dei sig.ri Stelli e dei sig.ri Vannucci e infine con la “via di dietro”.
-
![[Pianta della casa con orto e del terreno tenuti a livello da Giovamario Gennai, posti nella Comunità e Potesteria di S. Paolo, nel Popolo di S. Biagio a Mori]](https://imagotusciae.unisi.it/wp-content/uploads/2025/05/18495.png)
[Pianta della casa con orto e del terreno tenuti a livello da Giovamario Gennai, posti nella Comunità e Potesteria di S. Paolo, nel Popolo di S. Biagio a Mori]
A sinistra è raffigurata la pianta di una casa (costituita da tre o quattro stanze) con orto, appartenente allo Spedale di San Paolo dei Mori (e quindi al Bigallo), situata lungo la “via maestra, che si dice di Mori”, a confine con il casolare della Venerabile Compagnia di Veste Bianca di Terranuova (tenuto a livello da Antonio Levani), con il casolare “gelsato” della Venerabile Compagnia della Carità, e la “via di dietro”. Dalla descrizione si apprende che in questo edificio, attualmente concesso a livello a Giovamario Gennai, si trovava lo stesso ospedale. Si apprende, inoltre, che per obbligo di contratto il Gennai ha dovuto ristrutturare la casa e murare i “casaloni” esistenti “ad uso di orto”. A destra, invece, è raffigurato un pezzo di terra “lavorativa, e vitata posta in piaggia, e greppa” di staiola 5 “a corpo e non a misura”, sempre appartenente al livello. Posto a la Costa ai Mori, confina con le proprietà dei baroni Ricasoli, dei marchesi Francesco Maria e Lorenzo Maria Medici e della Chiesa di San Biagio dei Mori.

