Il disegno raffigura in maniera piuttosto schematica la pianta della Villa dei Sernini con l’abitazione (restituita in prospetto) ed i terreni adiacenti, uno dei quali a confine con la vigna dell’ospedale della Misericordia di Cortona. Come possiamo vedere, questo è indicato come “terreno che si desidererebbe”. E’ probabile, quindi, che la pianta sia stata commissionata dall’ospedale (e quindi dal Bigallo) ai fini di una trattativa di acquisto.
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![[Pianta di una porzione di edificio non identificato]](https://imagotusciae.unisi.it/wp-content/uploads/2025/05/18351.png)
[Pianta di una porzione di edificio non identificato]
E’ raffigurata la pianta di una porzione di edificio non identificato con orto adiacente, con l’indicazione in rosso di alcuni lavori che sono stati eseguiti. Le poche annotazioni riportate a sinistra spiegano che l’orto è delimitato da un muro “nuovo” (D), alto 5 braccia, e da un muro di terra della stessa altezza (G). Per quanto riguarda invece l’edificio, il muro (E), che delimitava la stanza adibita a cucina, è stato demolito e ne è stato innalzato uno nuovo (F), modificandone in parte la struttura.
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Pianta, e nota de Beni che formano il Podere dello Spedale di S. M. Maddalena all’Ossaia detto lo Spedalicchio tenuto a Livello dallo Spedale Maggiore della Città di Cortona fino dal di 24 Marzo 1733 per annuo Canone di scudi 30 da durare 23a Generazione dell’Ill.mo Sig.re Cav.re Ant. Fran.co Mancini primo conducente del detto Spedale Maggiore, tavolati da me Carlo Federico Franci Agrimensore in detta Città, e posti …… presenti Piante
Nella tavola sono raffigurati diversi appezzamenti di terreno fra loro separati, che compongono il Podere dell’ospedale di Santa Maria Maddalena all’Ossaia, tenuto a livello dall’ospedale Maggiore di Cortona, per un canone annuo di 30 scudi. Dal titolo si apprende che il livello è “da durare a 3ª Generazione” del cavalier Anton Francesco Mancini, primo conducente per lo Spedale Maggiore. Ciascun appezzamento è dettagliatamente descritto nelle annotazioni che troviamo a sinistra, che ne riportano la tipologia e l’estensione. Nel disegno sono inoltre riportati i dati relativi alle proprietà di confine. Le lettere A e B infine indicano la casa da lavoratore e la corte ad essa adiacente.
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![Pianta dei terreni oggetto di permuta fra lo Spedale della Misericordia e il Seminario di Cortona]](https://imagotusciae.unisi.it/wp-content/uploads/2025/05/18349.png)
Pianta dei terreni oggetto di permuta fra lo Spedale della Misericordia e il Seminario di Cortona]
La pianta è stata realizzata per mostrare i terreni, che sono oggetto di permuta fra lo Spedale della Misericordia di Cortona e il Seminario di Cortona. La permuta riguarda il campo A dell’ospedale e i campi C ed E del Seminario. In prospetto e indicate con le lettere H e G sono riportate la casa del Seminario e la casa dell’ospedale nel Podere di Poggio Martino.
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Pianta dello Spedale del Ricovero della Città di Colle fatta da me Antonniccola Alessio Ing.re
Nella tavola sono raffigurati il prospetto e la pianta dell’ospedale del Ricovero della città di Colle. Come possiamo vedere, nella pianta è indicata la disposizione delle stanze, ciascuna delle quali è indicata con una lettera ed elencata nelle annotazioni riportate in alto. Con le lettere A e B è indicata la sezione maschile dell’ospedale con la “stanza per i preti” e la “stanza per i secolari”, mentre con la lettera C sono indicate le stanze per le donne. La lettera D sta invece ad indicare l’abitazione dello “spedaliere”. Con i numeri romani sono infine indicati: la cucina comune (I), il camino comune (II) e gli orti (VII e IIX). Le altre stanze non riportate in pianta, ma elencate, vanno sicuramente a comporre un altro piano dell’edificio rappresentato separatamente.
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Pianta Demostrativa del Podere della Casanuova detta di S. Biagio, e suoi annessi, e del Campo del Ballareccio detto di S. Biagio
E’ raffigurata la pianta del Podere della Casanuova detta di San Biagio che, come si apprende da un’annotazione riportata sul verso della c. 104-1, è stato concesso a livello, con altri beni, a Pietro Paolo Frittelli dall’ospedale di San Lorenzo. Come possiamo vedere, è costituito da terreni perlopiù lavorativi e vitati. Ciascun terreno è indicato con un numero ed elencato e descritto nelle annotazioni. La casa colonica, restituita simbolicamente in prospettiva, viene descritta come “composta di più e diverse stanze, tutte ragionevolmente in buono stato”. Vi sono inoltre una capanna altrettanto “in buono stato” e uno stallino. Da notare la “porta murata”, segnalata con la lettera D, che dà accesso al podere lungo la “strada di S. Biagio”. Sono indicate con estrema precisione le proprietà di confine (Monache di Santa Caterina, Buoninsegni, Ceramello, Cappella di San Leonardo, Teglia, Pampaloni, Picchinesi). Cfr. anche cc. 104-2, 104-3.
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Pianta Demostrativa del Podere di Cacciarvia, e suoi annessi
E’ raffigurata la pianta del Podere di Cacciarvia che, come si apprende da un’annotazione riportata sul verso della c. 104-1, è stato concesso a livello, con altri beni, a Pietro Paolo Frittelli dall’ospedale di San Lorenzo. Come possiamo vedere, è costituito da un corpo principale con terreni di diversa qualità e superficie, che si estendono fra la “strada che va a Scarna” e la “strada che va al piano Sanese”, e da altri nove appezzamenti separati. Ciascun terreno è indicato con un numero ed elencato e descritto nelle annotazioni. La casa colonica, restituita simbolicamente in prospettiva, viene descritta come “composta di più e diverse stanze, tutte non troppo in buon essere”. Vi sono inoltre una capanna in cattivo stato e un pozzo. Apprezzabile la restituzione dell’uso del suolo con sfumo di colore e simboli, così come la precisa indicazione delle proprietà di confine (Sant’Agostino, Dini, Taglia, Monaci, MM. del Campansi, Portigiani, Mignanelli, Biringucci, Canonici di Colle, Rinicci, Bichi, Spedaletto). Cfr. anche cc. 104-2, 104-4.
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Pianta Demostrativa del Pod.e di S. Severo, e suoi anessi
sul verso della c. 104-1, è stato concesso a livello, con altri beni, a Pietro Paolo Frittelli dall’ospedale di San Lorenzo. Situato fra la “strada che va alle Pasture” e la “strada che va a rigolina”, a confine con i beni della Cappella dei Santi Ippolito e Cassiano e del sig. Buoninsegni, si estende su una superficie di 13 stiora circa ed è costituito da terre lavorative in parte vitate e olivate. La casa colonica, restituita con una sorta di rozza prospettiva e descritta nel cartiglio, è costituita da diverse stanze disposte su più livelli, alcune delle quali in cattivo stato. Vi sono tre stalle ed un forno. E’ presente anche un piccolo orto di 2 boccali circondato da un muro. Cfr. anche cc. 104-3 – 104-4.
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Pianta Demostrativa del Campo de Sodi detto di S. Lazero
E’ raffigurata la pianta del “Campo dei Sodi”, un appezzamento di terreno lavorativo “con poche viti”, di 8 staia di superficie. E’ posto lungo la “via de Sodi, e Galognano” e confina con i beni Portigiani e Rena. Dalla nota riportata sul verso del foglio, si apprende che il terreno è stato concesso a Pietro Paolo Frittelli dall’ospedale di San Lorenzo di Colle, con un altro appezzamento e tre poderi. Cfr. cc. 104-2 – 104-4.

![[Pianta della Villa dei Sernini con l’indicazione del terreno che lo Spedale della Misericordia di Cortona intende acquistare]](https://imagotusciae.unisi.it/wp-content/uploads/2025/05/18352.png)