La pianta raffigura la zona di confine fra i territori di Terrarossa ed Aulla, con l’indicazione della linea divisoria riconosciuta dagli abitanti di Terrarossa e delle linee pretese dall’ing. Bergamini rappresentante di Aulla, che sono poi tutte descritte nelle annotazioni riportate nei cartigli in alto.
Accurata risulta la rappresentazione del paesaggio restituito con sfumo di colore e simboli. Si distinguono vetriciaie, terreni coltivati, prati e vaste superfici boschive. I terreni indicati con i nn. 1-4 compongono la Bandita di Aulla, mentre quelli indicati con il n. 6 sono vetriciaie appartenenti a Terrarossa. Con le lettere V ed X si segnala il vecchio andamento del fiume Teverone, dedotto dalla pianta del Martinelli e Ciocca del 1646 e dalla pianta di Baccio del Bianco. Simbolicamente sono raffigurati il mulino di Aulla, che si trova lungo la via di Lamole, e quello di Terrarossa, che in base alle pretese del Bergamini farebbe parte del territorio di Aulla, così come la Villa di Canale Scuro ed una parte dei boschi di Costamala.
Il documento è conservato all’interno del cannone 11.