In alto a sinistra si raffigura anche una parte del vicariato di Pietrasanta (territorio di Stazzema, rappresentato in scala minore, pari a un terzo di quella usata per il Barghigiano). Nell’elegante cartiglio, il Silicani ricorda: “Fatta … in occasione della compilazione di quell’estimo, nella quale e stato esattamente misurato il perimetro, colla annotazione de suoi termini giurisdizionali, l’andamento delle strade notatevi, coi castelli e villaggi, quali strade, quelle di commercio, di sbocco e di circolazione sono colorite con linee di rosso lionato. (…) e per molto tratto servono ancora di strade di tribunale e di parrocchie. Quelle poi che unicamente servono di tribunale e di parrocchia sono colorite con linee di giallo (…). La topografia dei castelli e villaggi circonvicini é stata fatta per icgnografia a raggi visuali dai luoghi opportuni”. L’interesse del topografo si appunta sulla linea di confinazione, scandita dalla successione dei termini, sulla maglia insediativa (anche su quella minore e sui singoli edifici), sulla proprietà delle Possessioni (la “macchia di faggi” in Alpe intorno al Lago Santo) e soprattutto sulla viabilità, per la quale giunge a delineare una vera e propria gerarchia di strade. La precisione del quadro d’insieme si può spiegare solo con i lavori e i rilevamenti del catasto granducale del 1780 che però a Barga non furono ultimati. Numerazione antica: 158. Il vecchio inventario riferisce il disegno all’archivio delle Riformagioni. Ingegnere Agostino Silicani di Stazema.