Sono in progetto la ristrutturazione delle carceri esistenti nel palazzo pretorio di Scansano e la realizzazione di nuove carceri nell’edificio annesso, dove si trova la caserma dei veliti e delle guardie di pubblica sicurezza. L’ingegnere aspirante Emilio Baldini viene incaricato dall’ingegnere ispettore del compartimento di Grosseto di rivedere il progetto precedentemente presentato dall’ingegnere Sebastiano Benini ed elaborare una nuova perizia. Questa viene approvata dal Consiglio degli Ingegneri, che apporta tuttavia alcune modifiche.
La presente tavola mostra la pianta dei fondi del palazzo pretorio e della caserma, con l’indicazione dei lavori che devono essere eseguiti per la realizzazione di nuove carceri. A questo piano, dove si trovano alcune cantine, il legnaio del cancelliere, un luogo comodo, uno stanzino, un pozzo, l’orto del pretorio e l’orto della caserma che potrebbe essere utilizzato per il passeggio dei carcerati previo innalzamento dei muri di cinta per evitare le evasioni, il progetto prevede che vengano realizzati una cappella, una stanza di passaggio e di deposito dei materassini e infine uno stanzino (m) per il getto dei “buglioli” dalle nuove carceri.
Il disegno è allegato alla “Perizia addizionale all’altra del 30 ottobre 1849 riguardante la riduzione, e nuova costruzione delle Carceri Pretoriali di Scansano”, scritta dall’ingegnere Giovanni Biagini il 22 marzo 1852, nella quale viene fatta una stima dei lavori proposti dal Consiglio degli Ingegneri.
Cfr. tutta la documentazione presente nella filza, in particolare il fascicolo “Carceri di Scansano. Documenti che formano corredo alla Rappresentanza del dì 8 giugno 1852” e la “Relazione e Perizia per la costruzione delle nuove Carceri Pretoriali di Scansano e per la riattazione di quelle ora esistenti” scritta il 30 ottobre 1849 e approvata dal Consiglio degli Ingegneri il successivo 5 dicembre; infine la “Seconda Relazione e Perizia per la costruzione delle nuove Carceri Pretoriali di Scansano e per la riattazione di quelle ora esistenti” scritta il 30 ottobre 1849 dall’ingegnere Emilio Baldini, in Prefettura Granducale Preunitaria 654.