Nella tavola sono raffigurati i laghi posti lungo le mura di Pisa e destra e a sinistra delle Conserva del Diaccio, denominati rispettivamente “la Diacciaina” e “la Diacciaia grande” che, per garantire la salubrità dell’aria, si intende mantenere asciutti mediante l’escavazione di una fossetta centrale (“def” e “bg”), nella quale convergeranno le acque dopo la formazione del ghiaccio. Per dare la giusta inclinazione al terreno si prenderà la terra necessaria dai bastioni vicini. Una volta fatta questa operazione di bonifica si potranno ottenere delle estensioni di terra da ridursi a “buona prateria”. Come si apprende dalle annotazioni riportate in basso a destra il primo lago presenta una superficie di stiora 10.29 compreso un piccolo appezzamento di terreno sodo (b) in prossimità della Porta a Lucca, mentre il secondo una superficie di stiora 17. 61. 9 ¼ compresa una fascia di terreno seminativo (c) posta lungo il confine con i terreni delle Fortificazioni concessi a livello al sig. Guido Scalvanti. La pianta era originariamente allegata alla relazione scritta dall’ing. Giovanni Michele Piazzini il 7 maggio 1779. Sull’affare cfr. ASFI, Scrittoio delle Regie Possessioni 1388, neg. 89.