Nella tavola sono raffigurati degli appezzamenti di terreno che la famiglia Salviati ha preso in affitto dai Tondelli, a loro volta livellari dell’Uffizio del Bigallo, in quanto compresi all’interno della loro stessa proprietà. Le annotazioni riportate in alto, a destra, descrivono “tre tenute di terra” situate in “Valdimarina, parte nel Popolo di S. Maria a Carraja, e parte nei Popoli di S. Margherita a Torri e S. Lorenzo a Vezzano, Potesteria di Campi”. La prima, indicata con le lettere A, è costituita da un’estensione di terreno lavorativo vitato e arborato di stiora17¾, compreso il suolo su cui sorge la chiesa di San Giovanni e l’orto. La seconda, indicata con la lettera B, invece è un bosco di “quercioli e stipa”di stiora 19¾. La terza infine, indicata in pianta con la lettera C e denominata “la Schiena di Vezzano”, è costituita da un’estensione di terra “sassosa, sodiva a pastura con qualche Pianta di Querciolo” di stiora 286½. Sono riportate, restituendole in pianta, la casa del podere delle Prata del duca Salviati e la casa dei pigionali, poste a confine. L’uso del suolo è reso con sfumo di colore e simboli.