Sono raffigurate tre “tenute” di terra poste nel territorio di Barga e concesse a livello ai fratelli Canucchini dal Magistrato del Bigallo, per un canone annuo di 10 scudi.
La prima è una “tenuta di terre seminative” situata a Castelvecchio, lungo la strada detta “di mezzo” e descritta come “divisa in più lenze con Alberi Avitati con Gelzi e due Macee (mucchi di pietre) ne Canti, e con Saldoni con Alberi e Viti, con una Macea grossa e lungha nel mezzo Approdata con tre pie’ di Noce, Alberi, Viti e Gelzi”. E’ delimitata dalle proprietà delle RR. Monache di Santa Elisabetta di Barga, del capitano Antonio Mordini di Barga e del sig. Raniero Nannetti di Pisa.
La seconda è descritta come una “selva parte in Piano, e parte in Costa”, situata a Castelvecchio lungo la strada di Rubbiano, a confine con la selva dell’Opera di Barga, la proprietà degli eredi Boniani e la selva delle RR. Monache di San Domenico di Barga.
La terza è situata a Castelvecchio in località “Selvapiana”, fra il fiume Serchio e il rio di Castevecchio, ed è decritta come “Selva e Campi, con Alberi, e Viti con Poggi, Margini, Scogli, Grotte, Balzi, Dirupi, e parte Alluvionata dal Fiume ridotta in Iava”; confina con i beni del reverendo Giuliano Bechelli.
Nella descrizione riportata in alto a sinistra il geometra Domenico Cecchi spiega di avere utilizzato, per le misurazioni, la “pertica di 5 braccia della misura di braccio di Barga”, indicando poi con precisione le superfici dei terreni, che risultano rispettivamente: della “Misura superficiale Pertiche 646½, che, ridotte a ragione della Pertica di Barga, sono Pertiche 566 che sono stara 5½ e p. 16”; della “Misura superficiale Pertiche 536, che ridotte alla misura della Pertica di Barga restano a Pertiche 468 che sono stara di Terra 4½ e p. 18”; e della “Misura superficiale Pertiche 813 quali ridotte alla Pertica di Barga sono Pertiche 714, Stara 7 e p. 14”.