La tavola raffigura prospetticamente il territorio collinare della Signoria della Triana, un piccolo feudo appartenente alla famiglia Piccolomini, posto a confine con la Contea di Santa Fiora degli Sforza, con la comunità di San Prugnano (oggi Semproniano) di S.A.S. e con il territorio di Roccalbegna, feudo granducale concesso al cardinale Antonio Sforza. Trattandosi di una pianta realizzata, come si evince dal titolo (che è quello riportato nell’indice posto a corredo del tomo 1), per una controversia familiare, troviamo indicati con una certa precisione i beni che la compongono. Quelli evidenziati in giallo appartengono a Lelio Piccolomini, mentre quelli evidenziati in rosso appartengono ai fratelli Orazio, Augusto e Cinzia.
I cartigli a destra e a sinistra del foglio riportano i “Notabili della Tenuta e Possessioni” di ciascuna delle parti. In particolare, i poderi appartenenti a Lelio Piccolomini sono distinti in “Poderi di mezzeria” e “Poderi che pagano il quarto del ricolto”, ossia a quarteria. Compare anche il Mulino di Mezzo. La rappresentazione indica anche la rete viaria, la cui arteria principale è costituita dalla Strada Pubblica di Maremma, e la rete idrica con il fiume Albegna e i suoi tributari, tra cui i fossi delle Zolferate e Capitorio. Da notare la rappresentazione dell’orografia con la tecnica dei “mucchi di talpa” e degli edifici, resi simbolicamente in prospettiva.