La mappa presenta una grande ricchezza di contenuti ed una elegante restituzione degli stessi: l’orografia è resa con tratteggio e sfumo; le destinazioni d’uso del suolo sono distinte tra coltivi, boschi e pioppete riparie dell’Arno sulla riva destra nell’area delle Cascine: accurata la restituzione in alzato degli insediamenti minori anche isolati, con i centri maggiori in pianta. Fra le sedi militari litoranee compare solo la vecchia Torre di Bocca d’Arno. L’autore sembra avere notevoli doti di cartografo-topografo e potrebbe essere lo stesso della carta del Pietrasantino con le torri del Salto alla Cervia e del Cinquale (vedi carta n. 212 dello stesso fondo). La mappa è decorata con figure allegoriche, tra cui la classica figura del vecchio che rovescia un otre, ossia l’Arno medesimo. Potrebbe essere collocata intorno alla metà del XVIII secolo o forse un po’ oltre. Alla figura è allegata una relazione scritta di tre pagine, con descrizione del grande ruolo idroviario e commerciale del fiume da Ponte a Signa al mare e dei tanti guadi presenti, con le modalità della stabilizzazione degli stessi (passandovi a cavallo e tentando con il calpestio di costruire un fondo stabile). Si localizzano poi i punti dove costruire ponti – nella carta richiamati con lettere alfabetiche – da Capraia al mare (tra Capraia, San Romano e San Giovanni alla Vena), attrezzandoli con postazioni di artiglieria e individuando siti che non possano essere facilmente bombardati dal nemico; il tutto è ovviamente finalizzato alla difesa militare di tali strutture.
In allegato (n. 234b) una “Relazione del corso del fiume Arno da Firenze fino al mare” di tre pagine non datata e non firmata che descrive numerosi luoghi del fiume disegnati nella mappa e richiamati con lettere alfabetiche, come “punti buoni per gettare ponti”.