La figura si riferisce a un tratto del corso del fiume Tevere e alle sue adiacenze, nel territorio di Sansepolcro, in prossimità del confine del Granducato di Toscana con lo Stato Pontificio. Opera di Pietro Belli, “perito geometra” attivo in Valtiberina a cavallo tra Sette e Ottocento, che la disegnò “per ordine dell’Ill.mo Magistrato Civico della (…) città di S. Sepolcro”. La carta, come attesta lo stesso autore, è frutto delle misurazioni da lui stesso eseguite.
Nella rappresentazione, realizzata con inchiostro nero e acquerello in diversi colori, sono riportati il corso del fiume Tevere e l’alveo formato da terreni “sodi salcastrinati o ghiaiosi” e alcune aree prative e alberate più distanti dal letto. Sono chiaramente indicate tutte le proprietà confinanti con l’area di pertinenza fluviale, insieme alla viabilità principale e all’idrografia secondaria.
La carta è corredata dalla rosa dei venti con l’indicazione dei punti cardinali e dalla scala grafica di “canne 100 di braccia 10 lineali cadauna”.