La presente pianta mostra il piccolo corpo di terre appartenenti al Mulino del Muro, situato lungo il fiume Bruna a confine con le terre macchiose e sodive della comunità di Giuncarico e quelle del Regio Scrittoio. In questa proprietà, caratterizzata da un generale stato di abbandono, si trovano terreni prativi e macchiosi, un orto e un mulino a due palmenti (con stalle e capanne annesse) bisognoso di restauri e inattivo per alcuni periodi dell’anno per problemi al gorello di raccolta delle acque che ne consente il funzionamento. L’ingegnere scrive infatti che “varj inconvenienti sono in questo Gorello, e specialmente al punto ove si devìa l’Acqua dal Fiume, il quale essendo senza argini, e sponde a guisa di un Padule, che spaglia le acque, fà si, che spesso l’acque del Fiume danneggiano il Gorello, e variando corsojo lascian’immacinante il Mulino”. Da notare la resa del paesaggio agrario con sfumo di colore e vegetazione a simbolo e la rosa dei venti disegnata nella parte alta del foglio che, secondo il Razzi, deve indurre “alla cognizione della sicura esistenza di ciascun Campo, e come stia ciascuno di essi diretto alla Tramontana per poter rinvenire ove è situata la tramontana non meno, che gli altri Venti”.