La tavola mostra la pianta del piano terreno e quella del primo piano della nuova casa canonica, deve essere realizzata al Cerreto, piccolo borgo rurale situato pochi chilometri ad est di Sorano.
E’ in questo luogo che nel maggio del 1853 avviene la miracolosa apparizione della Madonna alla giovane pastorella Veronica Nucci. Per celebrare l’evento e rispettare la richiesta fatta dalla Madonna, papa Pio IX nell’agosto dello stesso anno concede ufficialmente il permesso per edificare una cappella.
Data l’importanza acquisita dal Cerreto con questo evento, il vescovo della diocesi mons. Francesco Maria Barzellotti chiede al governo granducale l’autorizzazione per potervi trasferire la cura di Santa Maria dell’Aquila. Ottenuta l’autorizzazione, l’ingegnere Pietro Sarcoli viene incaricato del progetto per la realizzazione della nuova chiesa parrocchiale e della casa canonica.
Come è possibile vedere dai disegni, la casa canonica sarà costruita dietro la chiesa e sarà composta da tre stanze al piano terreno da utilizzarsi come cucina, dispensa e legnaia, e da una sala e tre camere al primo piano. Sul lato sinistro della scalinata di accesso al primo piano (“a due branche”) saranno realizzate la sala e la piccola camera corrispondente alla stanza di sgombro accanto al coro della chiesa, mentre sul lato destro si troverà un andito dal quale si avrà accesso alle altre due camere.
Dalla documentazione scritta si apprende che l’originaria pieve aldobrandesca di Santa Maria dell’Aquila, costruita presso delle sorgenti termali poste poco a sud di Sorano (nella località omonima) sarà restaurata e convertita in cappella gentilizia.
La carta non è numerata ed è allegata al “Progetto di una nuova Chiesa e Canonica al Cerreto in sostituzione di quella di S. Maria dell’Aquila” scritto dal Sarcoli il 24 marzo 1856.