Nella tavola sono raffigurati i prospetti e le piante delle due case con orto annesso, che Antonio Maria Magrini tiene a livello in via S. Viviana a Pisa per un annuo canone di scudi sette. Non avendo avuto figli maschi, egli chiede che il livello possa essere rinnovato a favore della figlia. Dopo il sopralluogo e la valutazione dello stato degli immobili da parte dell’ingegnere Giovanni Michele Piazzini, lo Scrittoio decide di rinnovare il livello aumentando il canone a nove scudi l’anno con l’obbligo entro due anni di eseguire una serie di migliorie. In effetti, sia la casa abitata dal Magrini, composta di quattro piccole stanze (un ingresso ed un magazzino al piano terreno ed una camera ed una cucina al primo piano), sia l’altra casetta disposta su tre piani a palco che egli ha affittato a povera gente, necessitano di alcuni lavori al tetto ed ai palchi. Il disegno era originariamente allegato alla relazione scritta dal Piazzini il 29 giugno 1767 (Cfr. Scrittoio delle Regie Possessioni 1362, neg. 106).