La pianta raffigurata a sinistra mostra il podere dell’ospedale di San Niccolò nel 1737, cioè nel momento in cui fu concesso a livello ai fratelli Luca, Antonio e Lorenzo Sequi dai Capitani del Bigallo. Come possiamo vedere, il terreno era perlopiù incolto con qualche pianta (olivi, fichi e altre piante “infruttifere”).
La pianta a destra mostra, invece, il podere nell’agosto del 1745: ben tenuto e coltivato. L’argine “macchioso” posto lungo la “strada maestra del Valdarno” è stato sostituito da un “muro a calcina” lungo circa 44 braccia, il fosso che attraversa la proprietà è stato incanalato e sono stati realizzati anche altri due muri per la suddivisione dei campi, così come una presa di acqua e un’uccelliera. Il podere, posto nel piano di Ripoli, si estende su una superficie di stiora 72, panora 2, pugnora 5 e braccia 6 e confina con la proprietà Sequi e con le proprietà di Pietro e Domenico Baretti, del Principe Corsini, della Prioria di San Tommaso a Baroncelli e di Francesco Lanfredini.