La pianta raffigura il podere di Bagnolo di pertinenza della fattoria granducale di Stabbia, una delle sette fattorie organizzate attorno al padule di Fucecchio. Esso confina con il podere di Brugnana, le terre dell’Opera di S. Silvestro di Larciano, i beni della comunità di Larciano (in parte concessi a livello al prete Giuseppe Bartolommei), la “strada detta della Baccana che va’ a Pistoia”, i terreni della fattoria di Castelmartini e il podere delle Capanne. La rappresentazione mette bene in evidenza l’uso e la sistemazione del suolo (terreno lavorativo vitato, pioppato e gelsato; terreno boscato di cerri e scope; terreno “scopiccio”; terreno sodo; terreno paludoso “Paduletta”), la suddivisione dei campi, le strade e i fossi di scolo. La casa da lavoratore – composta di dieci stanze da “Terra a Tetto”, loggia, colombaia, stanzino per i maiali, forno, pollaio, due capanne “segregate” coperte di biodo, di cui una “circondata di mura”, e l’altra sostenuta da colonne di legno, tre stolli sull’aia, un pozzo, e tre tini di 130 barili circa – si trova in prossimità del confine con i beni della comunità di Larciano, non lontano dal rio di Cerbamaggio, che attraversa il podere.