Si tratta della pianta del podere di Tavolaia, di pertinenza della fattoria delle Pianora, concesso a livello a Giovan Battista Toti. Posto nel “Popolo e Comunità di S. Maria in Monte”, il podere si trova lungo la “strada che dal Porto di Tavolaia va’ a quella Pesciatina” e confina con il bosco della Pergolina, il bosco sulla Gronda del Padule, il bosco di Badore e le terre del podere della Fornace. Appartengono al podere anche degli appezzamenti di terreno situati nel Piano dei Pantani. Il primo, che si estende lungo il rio di Vaiano, confina con il padule di Bientina e le terre dei poderi del Pino, di Valacchio e della Fornace, mentre il secondo confina con le terre dei poderi del Sugherone, della Fornace e di Pantano. Il terzo infine, compreso fra il rio di Montemurlo e la strada Pesciatina, si trova a confine con le terre dei poderi di Pantano, del Sugherone e della Fornace. La rappresentazione mette bene in evidenza: l’uso e la sistemazione del suolo (terreno lavorativo nudo e vitato; terreno prativo e sodo), la suddivisione dei campi, gli stradoni interni ed i fossi di scolo. La casa da lavoratore si trova in prossimità del padule e del porto della Tavolaia “che serve per comodo delle boscaglie”. In basso è riportata la dichiarazione di approvazione della pianta sottoscritta dal Toti il 14 settembre 1779. Cfr. ASFI, Piante dello Scrittoio delle Regie Possessioni, Tomo 13, c. 50.