Il disegno raffigura il tratto del fiume Arno compreso fra lo sbocco dell’Ambra e il borro di San Giovanni, con l’indicazione del nuovo argine che deve essere realizzato. Come possiamo vedere, si tratta di una rappresentazione decisamente schematica nella quale si riportano solo pochi dati essenziali, quali l’argine Reale, il borro di Caposelvi con le adiacenti proprietà Bazzanti, Targoni e Strozzi, la gora del Mulino dei sig. Salviati e Serristori, il borratino di Validago, il borro della Dogana, il borro del Giglio, il borro di Spedaluzzo, il borro del Quercio, il borro del Fiacchereto, il Borro di S. Giovanni e infine le superfici delle lame comprese fra i due argini e quelle dei diversi tratti di argine Reale delimitati dai borri. Nella tavola si trovano anche le sezioni del nuovo argine. La scala per questi disegni è di braccia 15 a panno (= 363 mm).