Si tratta di un’accurata rappresentazione policroma della pianta della Bandita del Terzo d’Istia di proprietà della Mensa Vescovile di Grosseto, siutata nella corte di Montorgiali. Si riportano la strada di Montorgiali, i corsi d’acqua (Aguzzano, Rigotorto, Maiano, Pescaiolo e altri minori) e le proprietà di altri particolari (Spedale, Petrucci, Tantucci, ecc..) poste a confine. Nel disegno si indica anche un’estensione di terreno lavorativo di moggia 15 (Peretti) detto le “Roghetta” che i Priori e il Vicario intendevano dare alla Mensa Vescovile per risolvere la questione di confine che si era venuta a creare quando con alcune misurazioni risultava evidente che la Bandita avesse un’estensione minore rispetto a quella assegnata dal catasto (moggia 300 circa) esistente nella Cancelleria Vescovile. Come si apprende dalle annotazioni poste in basso a sinistra, la pianta realizzata nel 1770 è una copia di quella esistente nel Magistrato dei Conservatori di Siena e disegnata nel 1726 dall’ingegnere Pier Antonio Montucci. Dalla documentazione scritta dal Montucci si apprende che il Vescovo decise, nonostante la proposta, di continuare a “godere” il Terzo con un’estensione di moggia 234, staia 16 e tavole 4 1/4, per evitare controversie con la comunità di Istia.Si veda anche la c. 267r, filza 710.