Questa è una delle tavole, in parte stampate ed in parte manoscritte, che costituiscono il corredo cartografico alle operazioni di bonifica concordate fra Granducato e Stato Pontificio alla fine del Settecento alla presenza di Benedetto Passionei commissario apostolico, Federigo Conte da Montauto commissario granducale, Pio Fantoni matematico del papa, Pietro Ferroni matematico del granduca, Andrea Vici ingegnere pontificio, Domenico Sardi ingegnere pontificio e Giuseppe Salvetti ingegnere granducale. Come di evince dal titolo, la pianta raffigura la campagna adiacente agli alvei dei fiumi Tresa, Riomaggiore, Maranzano e fosso dell’Anguillara. Molto precisa risulta l’indicazione dell’uso del suolo (terreni lavorativi nudi e arborati; terreni prativi) e degli insediamenti dislocati in questa zona: podere della Casella, casino della Casella, podere delle Monache di città della Pieve, podere del Mercante con accanto una “casa di diversi particolari”, podere del Conte degli Oddi, case di Vetrella, due poderi del Vescovado di Città della Pieve, podere del Paolozzi, podere del Donzetta, i due poderi del conte Cesarei, i quattro poderi del Marchese Cennini, podere dello Smaghi, il casino del Faragna, la casetta e il podere del Baldeschi, le case dette “I Mazzerelli”, il podere della Chiesa di S. Carlo di Pacciano, il podere del Fabbri, il podere del Serafini, il podere dell’Alfani, il podere di S. M. Nuova di Perugia, il podere della Comunità di Panicale, il podere dei Marami, il Podere del Sica, la Chiesa della Madonna della Carraia ed una torre diruta presso il lago). In rosso è indicata la livellazione, il cui profilo è dettagliatamente rappresentato nella c. 36c. La scala è espressa, oltre che in misura fiorentina, anche in misura romana: canne romane 700 di palmi 10 l’una d’architetto (= 217 mm). Il documento è conservato all’interno del cannone 28bis, insieme alle cc. 36b, 36c, 36d, 36e, 36f.