Bella planimetria di Portoferraio con il territorio circostante il golfo, dove sono indicate tutte le saline: quelle vecchie “all’uso paesano”e “alla trapanese”, e quelle nuove, alla trapanese, in corso di realizzazione in 4 distinti corpi, nella parte sud del golfo, su progetto del Grazzini, approvato nel 1766. Il progetto prevede anche la costruzione di un nuovo magazzino per il sale da edificarsi insieme con le nuove saline, indicato in pianta con lettera H, poco distante dalla piazzaforte. Nella relazione della visita del Granduca del 1769, a cui la mappa è allegata, si dice che le nuove saline erano state costruite ultimamente e che il sale veniva inviato “a Ponte di Goro per fornire la Lombardia secondo il trattato ultimamente fatto”. Nell’anno 1768 le saline avevano reso 16.000 “sacca di sale alla Trapanese, che parte andò a Trieste, e parte all’Isola del Giglio per salare le acciughe, essendo il sale di Portoferraio ottimo per le salature”. Le saline erano “ben costruite e belle” ma la macchina usata per condurre l’acqua marina in quelle non era ritenuta buona; quelle vecchie erano affittate ad un certo Mocchi di Portoferraio e si riteneva che tutte insieme avrebbero potuto rendere fino a 40.000 sacca all’anno. Il paesaggio agrario intorno al golfo è molto leggibile, con predominanza di campi a seminativo nudo (con alternanza dei colori marrone e verde, forse ad indicare le rotazioni), solo alcuni arborati; pochissime le sedi umane sparse. All’interno della città sono indicati in dettaglio i vari spazi degli abitati e delle strade e piazze, ma in legenda si richiamano solo la Piazza d’Arme, la Chiesa Parrocchiale e la Chiesa Granducale. La mappa è incorniciata da un bel florilegio con puttini e la legenda è inquadrata in una ricca cornice sormontata dall’arme imperiale (ad indicare probabilmente l’epoca di realizzazione del disegno al tempo della Reggenza, quindi ante 1765).