Si tratta di una semplice rappresentazione a china della porzione IV della Bandita di Pecora Vecchia, denominata “Campo Ruffaldo, Poggio di Checco, Ronco Brutto, il Borgognano e Poggio di Botricoli”, posta a confine con il torrente Pecora, la valle di Batignano, la Mensa Vescovile di Massa Marittima (il vallino del Borgognano), il Principato di Piombino (Vallino del Leccione, Ronco Brutto, i vallini dell’Aia del Poggio di Checco e delle Sughere), il torrente Acqua Nera, la strada di Campiglia e la proprietà degli eredi Casanori. Il disegno viene realizzato dall’ingegnere Giovanni Battista Boldrini incaricato dal cancelliere comunitativo di Massa Marittima Luigi Fabbrini di determinare l’estensione della particella.La data attribuita alla pianta è quella riportata nella relativa docunetazione scritta.Si vedano anche le cc. 178r, 182r-183r, filza 602. Tutte le piante in questione vengono realizzate in funzione della causa promossa dalla comunità di Massa Marittima contro Pietro Bianchi per avere effettuato un taglio a carbone nella presella detta Camporuffaldo a lui ceduta dai fratelli Nacchi e al di fuori dei confini di questa.